Gestori di pacchetti
Una delle tante filosofie del mondo Open Source riguarda l’economia del software, come concetto di base si tende a non replicare nel sistema codice o componente che già è stato implementato da un altro programmatore. Questi componenti vengono distribuiti attraverso internet in file compressi e vengono chiamati pacchetti o packange. Dal punto di vista del programmatore questa è la soluzione migliore ma dal punto di vista dell’utente, specialmente per chi non ha molta esperienza, può diventare un incubo. Infatti, per poter installare un determinato software bisogna installare prima i pacchetti necessari al suo funzionamento, stando attenti che questi pacchetti a loro volta non richiedano altri pacchetti per poter funzionare e così via; nel gergo Open Source questo procedimento viene chiamato “Risoluzione delle dipendenze”. Per ovviare a questo problema si utilizzano dei programmi appositamente costruiti che sono i “Gestori di Pacchetti”. Attualmente oltre a risolvere le dipendenze i gestori di pacchetti provvedono alla ricerca del software, al download, all’installazione e alla configurazione. Attualmente l’utente finale deve solo scegliere il programma che più preferisce, attendere il download, la configurazione ed utilizzare il software. Lo stesso gestore si occupa di rimuovere i programmi, di mantenere aggiornato il sistema, occuparsi dell’upgrade di versione della distribuzione (ad es. Ubuntu), di aggiornare i driver, ecc., mantenendo sempre pulito e stabile il sistema anche dopo anni e anni di installazione e rimozione del software.

Finalmente sono stati catturati alcuni autori di Phishing in Italia:


Il fenomeno dell’open source continua a diffondersi nelle Pubbliche Amministrazioni (PA). Dopo anni e anni di imposizione di formati e di software proprietari incomincia a diffondersi una filosofia di condivisione e di assolutà libertà. Una delle prime amministrazioni locali a fare il passo è stata la provincia autonoma di Bolzano che ha incominciato ad utilizzare i fondi europei (
Oggi mi è arrivata una nuova mail da Poste Italiane (sempre molto falsa e piena di orrori ortografici), questa volta oltre che ai dati utente e ai dati della carta postapay mi chiedeva anche il codice di sicurezza (quello di 10 cifre per intenderci). A fine procedura (naturalemnte ho messo dati falsi) mi fà tornare alla pagina di login del vero sito Poste Italiane, in questo modo si è indotti a ripetere la procedura con il vero sito e non ci si accorge dell’inganno.
… Ora ti aggiusto io…
Ebbene si: è successo di nuovo.
Alcuni ricercatori della
Questo è il mio primo articolo in questa categoria, ho deciso di parlare di una tecnica vecchia quanto internet e che ancora è molto efficace. L’argomento di questo articolo sarà: “Fake Mail” ovvero come mandare una mail con l’indirizzo che vogliamo, cioè far in modo che chi riceve la mail (destinatario) visualizzi come mittente quello che abbiamo impostato noi… 


