11 ott 2009 @ 10:46 AM 
 

Poste Italiane Hacked

 

tux_scorpioneSotto attacco il sito delle Poste italiane. Pirati informatici ne hanno alterato l’homepage, scrivendoci una propria nota in italiano, dove dichiarano perché l’hanno fatto: per dimostrare quanto siano deboli le protezioni di Poste e così allarmare i correntisti sulla sicurezza dei loro dati.

Poste smentisce che questi siano mai stati in pericolo, tuttavia. Alle 20.20 di sabato sera, l’attacco: il sito di Poste.it è stato sfregiato dai pirati. Dopo 30 minuti i responsabili se ne sono accorti e hanno messo il sito offline, rendendolo quindi non più raggiungibile dagli utenti.


Sul sito campeggiava una grande scritta, “hacked”, e una nota scritta dai due presunti hacker, che si sono firmati Mr. Hipo e StutM. “Perché questo atto di forza? Per dimostrare a milioni di italiani che i loro dati sensibili non sono al sicuro! Sembra pazzesco – si legge – eppure tutta la sicurezza garantita nei servizi online di e-commerce è solamente apparente”, era scritto nella nota. “Per vostra fortuna noi siamo persone non malintenzionate, perciò i vostri dati e i vostri accounts non sono stati toccati; ma cosa succederebbe – si legge ancora – se un giorno arrivasse qualcuno con intenzioni ben peggiori delle nostre?”.


“Con questo gesto quindi – continua la nota – invitiamo i responsabili a occuparsi della grave mancanza di sicurezza nei servizi online delle Poste s.p.a.”. I responsabili però minimizzano. “È solo un ‘defacement’ che riguarda il sito informativo di Poste.it. Non sono stati violati i server con i dati personali degli utenti, che quindi non sono mai stati in pericolo” dice a Repubblica.it Gerardo Costabile, responsabile Sicurezza Logica, Poste Italiane.

Il defacement è un’azione dimostrativa abbastanza comune, che consiste nello sfregiare un sito. Al solito, per riuscirci, i pirati sfruttano bug ed errori sul server che regge il sito. “Ancora non sappiamo come l’hanno fatto. Lo sapremo entro domani mattina, probabilmente. Adesso la polizia postale è nei nostri datacenter per le indagini sul caso”, aggiunge. “I defacement comunque sono un fenomeno abbastanza fisiologico su internet, se ne contano circa mille all’anno solo in Italia”.

Vero è che, negli anni, i pirati hanno colpito così siti di varie levature, anche istituzionali. Nel 2006 è capitato persino al ministero della Difesa. “Questa volta fa rumore perché si tratta di Poste e perché i pirati lanciano un’accusa in italiano”, aggiunge. Questo dettaglio in effetti è inusuale. Di solito i defacement sono neutri (semplicemente i pirati fanno vedere quanto sono bravi e scrivono in inglese); stavolta hanno voluto invece gettare fango direttamente sulla reputazione di Poste. Aspetti che potrebbero indirizzare le indagini verso i responsabili.

Fonte Repubblica.it

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • HackerNews
  • LinkaGoGo
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Segnalo
  • Technorati
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio IT
  • Yahoo! Bookmarks
Tags Tags: , ,
Categories: Hacking, News, Pubblica Amministrazione, Web
Posted By: arturu
Last Edit: 11 ott 2009 @ 10 46 AM

EmailPermalink
 

Responses to this post » (None)

 

Post a Comment

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

\/ More Options ...
Change Theme...
  • Users » 53
  • Posts/Pages » 44
  • Comments » 10
Change Theme...
  • VoidVoid « Default
  • LifeLife
  • EarthEarth
  • WindWind
  • WaterWater
  • FireFire
  • LightLight

Contattami



    No Child Pages.

Tesi



    No Child Pages.

Servizi Web



    No Child Pages.

Downloads



    No Child Pages.