



Due hacker pubblicano un software ideato per contrastare le misure di indagine forense rese possibili dai tool automatizzati di Microsoft. COFEE è un software progettato dalla Microsoft che serve per indagini forensi, in parole povere tutte le polizie del mondo e le forze dell’ordine hanno in dotazione questo software che usano per le loro indagini, fin qua non c’è problema. Ma, non si capisce come, è finito sulle reti p2p; dopo questo evento spunta DECAF.
Microsoft ci aveva provato a chiudere il vaso di Pandora aperto con la distribuzione non autorizzata di COFEE sui network di P2P, temendo possibili contromosse da parte di hacker o cybercriminali. Ma la minaccia legale non è bastata a fermare il libero fluire in Rete del tool forense e alla fine quella contromossa si è concretizzata nella forma di DECAF: ovvero Detect and Eliminate Computer Assisted Forensics.




L’ultimo aggiornamento rilasciato da Microsoft per ovviare a problemi di sicurezza potrebbe causare all’utente finale problemi ben più seri, secondo quanto riportato da Pc World. In molti casi, infatti, l’installazione dell’aggiornamento causerebbe un diffuso problema di schermo nero che rende il PC inutilizzabile.
Secondo quanto affermato da Mel Morris, CEO e CTO di Prevx, una società inglese specializzata in sicurezza, il problema colpirebbe in modo uguale Windows 7, Vista e XP.
Prevx aveva già ricevuto alcuni campanelli di allarme nel corso della passata settimana, attraverso alcune segnalazioni pervenute dagli utenti. Microsoft, avrebbe infatti, con l’ultimo aggiornamento, apportato dei cambiamenti all’Access Control List (ACL), una lista di permessi per gli utenti loggati. L’ACL interagisce con le chiavi di registro, creando alcuni componenti visibili sul desktop, come la sidebar. L’aggiornamento, a quanto pare, modifica in modo errato queste chiavi di registro, causando il problema che dà come risultato il simpatico schermo nero.


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