Category Archives: Open Source

Hardening Linux come utilizzare gli script: firewall, brute force e DDoS

Tempo fa in questo articolo sull’hardening di base dei sistemi linux si è parlato delle tecniche basilari per mettere in sicurezza un sistema linux esposto sulla rete. In questo articolo vedremo come aumentare di un altro gradino la sicurezza utilizzando alcuni tra gli script più famosi, ovvero: apf (Advanced Policy-based Firewall), bfd (Brute Force Detection) e DDoS Deflate. In questo articolo vedremo come installare i citati scripts e la prima configurazione, inoltre, vedremo dove si trovano i file di configurazione per eventuali regolazioni “di fino”. Questo articolo è rivolto a persone che hanno una buona padronanza dei sistemi linux, inoltre, l’uso del solo “copia e incolla” incosciente può causare un blocco del vostro sistema, come sempre consiglio di ragionare prima di compiere azioni avventate.

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Notizie interessanti luglio 2011: Kernel 3, vmware 5, hack SecureID, Ebay, hack Skype, Anonymous

Ecco un elenco di notizie degli ultimi due mesi che reputo interessanti per il modo informatico e le ripropongo ai lettori del blog. Gli argomenti spaziano da: rilascio del kernel linux 3.0, rilascio di vmware 5, SecureID violato, Ebay acquista Magento, Skype violato, Social Network, una notizia di un mese fa su Anonymous.
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Hardening di base di un sistema linux ovvero i vaneggiamenti di un sysadmin paranoico

Premesso che la sicurezza in modo assoluto non esiste, oggi affronteremo un argomento molto vasto e complesso l’hardening di un sistema linux, cioè come rendere più sicuro un sistema esposto sulla rete. In realtà non esiste una guida o “la guida” per mettere in sicurezza un sistema linux ma esistono delle regole per evitare che un sistema sia meno attaccabile. Inoltre, questa non vuole essere una guida esaustiva ma una specie di promemoria sulle operazioni da compiere appena installato un sistema linux.
Questo promemoria sull’hardening di un sistema linux è destinato a persone che hanno un po’ di esperienza su linux, particolari conoscenze o riti arcani non servono, basta conoscere un po’ il sistema che si intende modificare e i concetti base di linux, comunque, se ricopiate paro paro i comandi senza ragionare rischiate di rendere inaccessibile il vostro sistema.

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Come installare CentOS dalla rete con netinstall

Continuano i miei “giochi” su CentOS, oggi vedremo come installare CentOS recuperando i file di installazione dalla rete utilizzando l’immagine netinstall. Inoltre, vedremo anche come configurare un’installazione minima, senza interfaccia grafica, utile per un server web, mail, e tutto quello che potrebbe offrirci un server. Non servono particolari conoscenze per installare CentOS, un minimo di conoscenze dei sistemi linux possono bastare.

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Microsoft – La notizia che non ti aspetti

windows_usersLa Microsoft con il rilascio del secondo service pack (SP2) per Office 2007, adotterà nativamente il formato ODF (quello di Open Office per intendersi). Con questo aggiornamento gli utenti avranno la possibilità di impostare ODF in modo predefinito. Inizialmente, la notizia ha stupito tutti, in seguito ha sollevato un sacco di opinioni e pareri contrastanti.

Riassunto delle puntate precedenti

Per chi non fosse del settore riassumo velocenmente cosa è successo in questi ultimi anni. Continue reading “Microsoft – La notizia che non ti aspetti” »

In Umbria legge regionale sul software libero

In Umbria legge regionale sul software libero

Perugia – Gli uffici pubblici della Regione Umbria dovranno adottare software a codice aperto per produrre documenti e servizi, in modo tale da garantirne un accesso senza ostacoli da parte dei cittadini. Questo uno dei punti chiave di una nuova normativa, la prima in una regione italiana, che promuove nei fatti la diffusione del software libero.

La norma approvata dalla Regione al primo articolo promuove il pluralismo informatico e qualora la pubblica amministrazione dovesse ricorrere a programmi proprietari dovrà motivarne la scelta e adoperarsi in ogni caso per adottare “un formato dei documenti più possibile prossimo a formati a sorgente aperto”. Entro tre anni l’amministrazione regionale dovrà aver adeguato le proprie strutture informatiche e avviato programmi di formazione del personale.

A parte questi obblighi, la norma spinge gli uffici regionali ad adottare software aperto anche nelle procedure interne. Ad esempio nel caso del trattamento dei dati dei cittadini, “la cui diffusione o comunicazione a terzi non autorizzati possa comportare pregiudizio per la pubblica sicurezza”.
Di interesse che, proprio nel caso del trattamento dei dati, l’informativa sulle modalità della procedura dovranno comprendere anche le modalità di reperimento e le denominazioni dei software a codice aperto utilizzati dall’amministrazione.
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La sanità investirà sull’Open source

tuxDiagnosi precoce, prevenzione, appropriatezza della cura. Principi fondamentali della sanità che consentono al paziente di sentirsi più protetto e sicuro, soddisfatto nei suoi bisogni di salute, tranquillo nell’affidarsi ad un équipe medica o ad un sistema organizzativo sanitario in grado di assistere il paziente a 360 gradi e in modo tempestivo ed efficace.

Talvolta però non bastano la capacità e la professionalità dei medici, servono apparecchiature all’avanguardia e strumentazioni tecnologiche e innovative. Gli operatori sanitari devono essere in grado di scambiare le informazioni in tempo reale, devono poter accedere alle cartelle cliniche e ai reperti medici rapidamente senza ostacoli procedurali e organizzativi.

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Mail sui gestori di pacchetti

Come al solito mi sono arrivate alcune mail sull’articolo appena pubblicato: sui gestori di pacchetti. Ci sono alcune precisazioni e novità. Bisogna dire che i gestori di pacchetti non fanno ricerche su internet ma recuperano il software da indirizzi impostati nei repository. I Repository sono delle liste di indirizzi (detto semplicemente) che indicano al gestore dove si trovano i pacchetti da scaricare. Le liste di base con tutto il software ufficiale della distribuzione sono già preimpostate, ma nessuno vieta di inserire nuovi repository con tanti altri programmi aggiuntivi. Come ad esempio seguendo questo link, oppure inserendo nei repository questo sito.

Gestori di pacchetti

synapticUna delle tante filosofie del mondo Open Source riguarda l’economia del software, come concetto di base si tende a non replicare nel sistema codice o componente che già è stato implementato da un altro programmatore. Questi componenti vengono distribuiti attraverso internet in file compressi e vengono chiamati pacchetti o packange. Dal punto di vista del programmatore questa è la soluzione migliore ma dal punto di vista dell’utente, specialmente per chi non ha molta esperienza, può diventare un incubo. Infatti, per poter installare un determinato software bisogna installare prima i pacchetti necessari al suo funzionamento, stando attenti che questi pacchetti a loro volta non richiedano altri pacchetti per poter funzionare e così via; nel gergo Open Source questo procedimento viene chiamato “Risoluzione delle dipendenze”. Per ovviare a questo problema si utilizzano dei programmi appositamente costruiti che sono i “Gestori di Pacchetti”. Attualmente oltre a risolvere le dipendenze i gestori di pacchetti provvedono alla ricerca del software, al download, all’installazione e alla configurazione. Attualmente l’utente finale deve solo scegliere il programma che più preferisce, attendere il download, la configurazione ed utilizzare il software. Lo stesso gestore si occupa di rimuovere i programmi, di mantenere aggiornato il sistema, occuparsi dell’upgrade di versione della distribuzione (ad es. Ubuntu), di aggiornare i driver, ecc., mantenendo sempre pulito e stabile il sistema anche dopo anni e anni di installazione e rimozione del software.

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L’ascesa del software libero nella P.A.

tuxIl fenomeno dell’open source continua a diffondersi nelle Pubbliche Amministrazioni (PA). Dopo anni e anni di imposizione di formati e di software proprietari incomincia a diffondersi una filosofia di condivisione e di assolutà libertà. Una delle prime amministrazioni locali a fare il passo è stata la provincia autonoma di Bolzano che ha incominciato ad utilizzare i fondi europei (vedi dettagli) per far migrare le proprie scuole dal costosissimo e incostituzionale software proprietario all’Open Source, successivamente ha incominciato ad estendere l’utilizzo all’intera amministrazione pubblica, abbattendo i costi delle licenze software del 100% (cioè l’acquisto e l’aggiornamento dei programmi), rimangono solo i costi relativi alla manutenzione. Dopo questo successo economico…

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