



Recentemente mi sto interessando di botnet, qualche giorno fa ho visto un interessante video-lezione-conferenza sul furto di botnet. Una botnet è una rete di computer collegati ad internet che fanno parte di un insieme di computer controllato da un’unica entità, il botmaster. Ciò può essere causato da falle nella sicurezza o mancanza di attenzione da parte dell’utente e dell’amministratore di sistema, per cui i computer vengono infettati da virus informatici o trojan i quali consentono ai loro creatori di controllare il sistema da remoto. I controllori della botnet possono in questo modo sfruttare i sistemi compromessi per scagliare attacchi distribuiti del tipo denial-of-service (DDoS) contro qualsiasi altro sistema in rete oppure compiere altre operazioni illecite, in taluni casi agendo persino su commissione di organizzazioni criminali. I computer che compongono la botnet sono chiamati bot (da roBOT) o zombie. Un gruppo di ricercatori presso UCSB di recente è riuscito a prendere il controllo su una parte di Torpig botnet per 10 giorni. Durante questo periodo, hanno osservato 180 mila infezioni e registrate quasi 70GB di dati raccolti che i bot. Questi dati includono le informazioni presentate da tutti i siti che la persona infetta aveva visitato, smtp, ftp, pop3, Windows, password, numeri di carta di credito e le password da parte dei manager password.




Gli ultimi anni sono stati segnati da una diffusione significativa delle connessioni wi-fi sia in ambito domestico che lavorativo. In entrambi gli ambiti, tuttavia, troppo spesso si sottovalutano i rischi connessi alla sicurezza delle reti wireless; il più degli utenti, infatti, ignora che il cracking di queste reti può essere davvero molto semplice e, fatto ancor più grave, può essere messo in pratica con successo anche da utenti poco esperti.
Questo breve articolo si propone di illustrare, anche attraverso esempi pratici, le tecniche di cracking più comuni al fine di consentire al lettore di adottare le opportune contromisure necessarie a mettere in sicurezza la propria rete senza fili.
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L’asta per asegnare le frequenze del WiMax è finita, si sono assegnate le frequenze e le aree di utilizzo, quindi il WiMax potrà partire e portare benefici per tutti! Dovrebbero essere tutti felici e contenti, nessuna contestazione, nessun muso lungo, ma purtroppo non è così. Perché questo? forse perché non si è mai contenti? per il gusto di contestare? oppure c’è qualcosa che non và… In questo articolo cercherò di affrontare il problema e andare a vedere perché alcuni si ostinano a contestare anche quando sembrerebbe tutto risolto. More »




Oggi si parla di reti senza fili: Wi-Max (tecnologia esistente dal 2002). Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il modo di comunicare ma sta diventanto (come al solito) la gallina d’oro per i soliti operatori delle telecomunicazioni. Questa è in parole povere l’evoluzione delle reti wireless (Wi-fi). In più, è una tecnologia che con un costo irrisorio (intorno ai 1000 euro ogni 7850 km2) permette di collegare ad internet qualsiasi persona munita di computer, PDA, Smartphone e cellulare con velocità a partire da 1 Mbit/s fino a 70 Mbit/s. In questo articolo cercherò, nel limite delle mie capacità mentali, di affrontare questo problema controverso…




Alcuni ricercatori della Technical University of Darmstadt hanno raggiunto un nuovo traguardo per quanto riguarda il cracking di rete wireless protette da WEP.
Erik Tews, Andrei Pychkine e Ralf-Philipp Weinmann hanno descritto nel loro paper come siano stati in grado di ridurre il numero di pacchetti catturati necessari per un attacco valido.
Una rete wireless protetta con chiave 128-bit WEP può ora essere compromessa in meno di un minuto sfruttando la loro nuova metodologia di attacco.


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