Hardening Linux come utilizzare gli script: firewall, brute force e DDoS
Tempo fa in questo articolo sull’hardening di base dei sistemi linux si è parlato delle tecniche basilari per mettere in sicurezza un sistema linux esposto sulla rete. In questo articolo vedremo come aumentare di un altro gradino la sicurezza utilizzando alcuni tra gli script più famosi, ovvero: apf (Advanced Policy-based Firewall), bfd (Brute Force Detection) e DDoS Deflate. In questo articolo vedremo come installare i citati scripts e la prima configurazione, inoltre, vedremo dove si trovano i file di configurazione per eventuali regolazioni “di fino”. Questo articolo è rivolto a persone che hanno una buona padronanza dei sistemi linux, inoltre, l’uso del solo “copia e incolla” incosciente può causare un blocco del vostro sistema, come sempre consiglio di ragionare prima di compiere azioni avventate.
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Oggi un mio amico mi ha sottoposto un quesito veramente singolare. Deve recuperare la password di MSN Messenger da un computer remoto (cioè che non ha la possibilità di accedervi fisicamente). Logicamente non può usare il ripristino della password perché non ricorda la domanda segreta e poi perché non vuole cambiarla, gli serve conoscere la password attuale. Bhe… Non è che sia una cosa così semplice, ma scervellandosi un po ci si può riuscire…
Senza ombra di dubbio l’operazione più snervante per me è convertire file MIDI in audio e poi scriverli su un cd. Il problema non si pone quando è un solo file ma quando devo passare un’intera compilation su cd… Da poco ho trovato una soluzione quasi magica a questo problema…
Google Hacking Query, questa è una di quelle tecniche più usate quando si vogliono scoprire delle informazioni molto riservate che si trovano su dei siti internet: mail, database, servizi e altro ancora. I webmaster e gli amministratori di rete cercano in ogni modo di nascondere queste informazioni in modo da non farle visualizzare ai visitatori del sito, però alcune volte google le indicizza e inserendo i giusti comandi nel motore di ricerca si riesce a trovare un sacco di cose…
Una delle tante filosofie del mondo Open Source riguarda l’economia del software, come concetto di base si tende a non replicare nel sistema codice o componente che già è stato implementato da un altro programmatore. Questi componenti vengono distribuiti attraverso internet in file compressi e vengono chiamati pacchetti o packange. Dal punto di vista del programmatore questa è la soluzione migliore ma dal punto di vista dell’utente, specialmente per chi non ha molta esperienza, può diventare un incubo. Infatti, per poter installare un determinato software bisogna installare prima i pacchetti necessari al suo funzionamento, stando attenti che questi pacchetti a loro volta non richiedano altri pacchetti per poter funzionare e così via; nel gergo Open Source questo procedimento viene chiamato “Risoluzione delle dipendenze”. Per ovviare a questo problema si utilizzano dei programmi appositamente costruiti che sono i “Gestori di Pacchetti”. Attualmente oltre a risolvere le dipendenze i gestori di pacchetti provvedono alla ricerca del software, al download, all’installazione e alla configurazione. Attualmente l’utente finale deve solo scegliere il programma che più preferisce, attendere il download, la configurazione ed utilizzare il software. Lo stesso gestore si occupa di rimuovere i programmi, di mantenere aggiornato il sistema, occuparsi dell’upgrade di versione della distribuzione (ad es. Ubuntu), di aggiornare i driver, ecc., mantenendo sempre pulito e stabile il sistema anche dopo anni e anni di installazione e rimozione del software.


