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> <channel><title>Arturu.it &#187; decss</title> <atom:link href="http://www.arturu.it/blog/tag/decss/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.arturu.it/blog</link> <description>Web 3.0? premi f11, poi f5 e poi sorridi...</description> <lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 22:17:10 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Protezione HD-DVD</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/16/protezione-hd-dvd/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/16/protezione-hd-dvd/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Sep 2009 21:21:37 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[backup]]></category> <category><![CDATA[decss]]></category> <category><![CDATA[dvd]]></category> <category><![CDATA[film]]></category> <category><![CDATA[hd-dvd]]></category> <guid
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href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a></p>Ebbene si: è successo di nuovo. Le major cinematografiche proprio non riescono a trovare una protezione anticopia per il loro film. Era già successo con la protezione dei DVD, fu scardinata da un sedicenne che ha prodotto il celebre DeCSS [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-91" title="dvd_mount" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/dvd_mount.png" alt="dvd_mount" width="128" height="128" />Ebbene si: è successo di nuovo.</p><p
align="justify">Le major cinematografiche proprio non riescono a trovare una protezione anticopia per il loro film. Era già successo con la protezione dei DVD, fu scardinata da un sedicenne che ha prodotto il celebre DeCSS per poter eseguire il backup dei DVD protetti.</p><p
align="justify">Questa volta tocca ad una tecnologia che in Italia, si può dire, ancora manco esistente: HD-DVD, nuovo formato per la diffusione dei film. La chiave che permette la decodifica è mostrata della figura seguente, l&#8217;ho messa in figura così i motori di ricerca non mi indicizzano con quella stringa, questo perché le major si sono messe in testa (attraverso azioni legali), di impedire il più possibile la diffusione della chiave&#8230;</p><p><img
src="../../home/images/stories/fortunel_a.jpg" border="0" alt="" hspace="6" /></p><p
align="justify">Si sa che gli hacker sono dei burloni e hanno mille risorse, c&#8217;è qualcuno che ha convertito in colori la sequenza esadecimale e ci ha fatto una bella maglietta che vende su questo <a
href="http://www.hd-dvd-tee.com/" target="_blank">sito internet</a>.<span
id="more-487"></span></p><p
align="justify">Tratto da: <a
href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=2285&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=News" target="_blank">La stampa</a></p><p
align="justify"><em>Ieri, però, un utente di Digg decide di riaprire il vaso di Pandora e pubblica il codice incriminato. Digg è un aggregatore di news, fortemente basato sul concetto di comunità. Sono gli utenti stessi a segnalare le notizie (andandole a pescare su siti di tutto il mondo), a valutarle, a farle salire di importanza, fino a raggiungere l&#8217;ambitissima prima pagina.</em></p><p><em>Rispetto a un piccolo forum sulla conversione dei dvd, Digg ha tuttavia una caratteristica non di poco conto: è uno dei siti più visitati del cyberspazio. La sua comunità conta su diverse migliaia di iscritti e le notizie che finiscono sulla sua homepage diventano automaticamente di rilevanza globale, venendo spesso riprese dai maggiori siti d’informazione. Se Wikipedia è la prima enciclopedia collettiva del Web, Digg è la prima agenzia stampa collettiva.</em></p><p><em>Una visibilità seccante, devono aver pensato i produttori cinematografici e i responsabili del consorzio HD DVD. Qualcosa contro cui bisogna correre ai ripari. Al punto da mettere mano al computer e spedire una email ai proprietari di Digg, invitandoli a cancellare immediatamente il codice incriminato dal sito, per evitare ripercussioni legali.</em></p><p><em>I fondatori di Digg obbediscono. Ed è l’inizio della rivoluzione. Appena l’articolo con il codice scompare dal sito e il suo autore viene “espulso”, l’intera comunità si imbizzarrisce. Il passaparola vola rapido sulle autostrade digitali, coinvolge utenti sparsi un po’ ovunque e provoca la reazione più consona a Internet: la moltiplicazione.</em></p><p><em>Su Digg iniziano a comparire centinaia di articoli che riproducono il codice della discordia, al punto che lo stesso fondatore del sito, Kevin Rose, dopo un po’ passa dalla parte degli insorti e lo pubblica <a
href="http://blog.digg.com/?p=74" target="_blank">sul suo blog</a>. Ma non basta. Perché quando la voce raggiunge la blogosfera, la duplicazione diventa ancora più rapida e capillare, al gioco partecipano anche giornali e siti di news. C&#8217;è persino chi scrive una canzone in cui snocciola le cifre del codice e <a
href="http://www.youtube.com/watch?v=L9HaNbsIfp0" target="_blank">la distribuisce su YouTube</a>.</em></p><p><em>Risultato: nel momento in cui scriviamo questo articolo, Technorati elenca 305 blog che riproducono il codice e Google addirittura oltre trentamila siti. La morale della favola appare abbastanza evidente: è difficile, se non impossibile, cercare di bloccare la circolazione di informazioni su Internet. Se poi si prova a farlo attraverso le famigerate e minacciose lettere di &#8220;cease and desist&#8221;, dando l&#8217;impressione alle comunità online di voler limitare la loro libertà di espressione, di solito si ottiene esattamente l’effetto opposto. </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/16/protezione-hd-dvd/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
