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> <channel><title>Arturu.it &#187; News</title> <atom:link href="http://www.arturu.it/blog/tag/news/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.arturu.it/blog</link> <description>Web 3.0? premi f11, poi f5 e poi sorridi...</description> <lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 22:17:10 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Che cos&#8217;è anonymous, alla ricerca del movimento che vuole cambiare il mondo</title><link>http://www.arturu.it/blog/2011/07/30/che-cosa-e-anonymous-movimento-piano-mondo/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2011/07/30/che-cosa-e-anonymous-movimento-piano-mondo/#comments</comments> <pubDate>Sat, 30 Jul 2011 01:20:29 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Linux]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category> <category><![CDATA[guy fawkes]]></category> <category><![CDATA[hacker]]></category> <category><![CDATA[internet]]></category> <category><![CDATA[movimento]]></category> <category><![CDATA[PA]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[social network]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=896</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/linux/" title="Linux">Linux</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p>Ultimamente mi ha incuriosito un movimento nato su Internet chiamato Anonymous. Il movimento nasce anni fa sulla piattaforma Imageboard di http://www.4chan.org/, dalla spontanea aggregazione di persone che commentavano la board /b/ firmandosi come Anonymous. Quel primo movimento caotico e multiculturale, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/linux/" title="Linux">Linux</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p><p><a
href="http://www.arturu.it/blog/2011/07/30/che-cosa-e-anonymous-movimento-piano-mondo/300px-anonymous_flag-svg/" rel="attachment wp-att-898"><img
class="alignleft size-full wp-image-898" title="300px-Anonymous_Flag.svg" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/300px-Anonymous_Flag.svg_.png" alt="Anonymous" width="216" height="148" /></a>Ultimamente mi ha incuriosito un <strong>movimento</strong> nato su <strong>Internet</strong> chiamato <strong>Anonymous</strong>. Il movimento nasce anni fa sulla piattaforma <a
title="Imageboard" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imageboard" target="_blank"><strong>Imageboard</strong></a> di <a
title="For Chan" href="http://www.4chan.org/" target="_blank">http://www.4chan.org/</a>, dalla spontanea aggregazione di persone che commentavano la board <a
title="Chan /b/" href="http://boards.4chan.org/b/" target="_blank">/b/</a> firmandosi come <strong>Anonymous</strong>. Quel primo movimento caotico e multiculturale, è formato da numerose culture e idee ma una tra tutte prevale e che accomuna i suoi membri: &#8220;Cambiare il Mondo e renderlo più giusto&#8221;; favoloso, chi non ha mai avuto un desiderio simile, un po&#8217; tutti penso. Questo movimento cresce e si diffonde in tutto il mondo, fino a diventare quello che è oggi, dai più definito superficialmente come un gruppo di <strong>hacker</strong> che compiono crimini, ma, secondo quello che ho visto fino ad ora, non è solo questo, c&#8217;è dell&#8217;altro.</p><p><span
id="more-896"></span></p><h2>Sviluppo del movimento</h2><p>Le prime notizie di azioni rilevanti del movimento si hanno nel 2006, gli Hacktivisti di <strong>Anonymous</strong> si scagliano contro un parco divertimenti dell&#8217;Alabama reo di aver vietato a un bambino affetto di AIDS di immergersi in una piscina. Successivo è l&#8217;attacco al sito di un autore radio-fonico, Hal Turner, colpevole di sostenere la tesi della supremazia della razza bianca su tutte le altre. Nel Dicembre 2007 gli Hacktivisti di <strong>Anonymous</strong> smascherano il pedofilo Chris Forcand segnalandolo alla polizia e fornendo prove della sua compevolezza.</p><p>Nel 2008 gli Hacktivisti di <strong>Anonymous</strong> si organizzano per combattere la famigerata e temibile setta di <a
title="Scientology" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scientology" target="_blank">Scientology</a>. In questa occasione molti manifestanti si mascherano da <a
title="Guy Fawkes" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes" target="_blank">Guy Fawkes</a> temendo le ritorsioni della setta. La reazione di Scientology si fa sentire con azioni diffamatorie nei confronti di <strong>Anonymous</strong>, la setta defaccia un sito per ragazzini epilettici inserendo immagini in movimento che causano crisi firmandosi con il nome di <strong>Anonymous</strong>.</p><p>Il gruppo di Hacktivisti di <strong>Anonymous</strong> sostiene d&#8217;aver dato supporto informatico ai movimenti liberali dell&#8217;Iran, dello Zimbabwe, della Tunisia, dell&#8217;Egitto che poi sono sfociati nelle rivolte popolari atti a rovesciare i governi. In fine dando supporto agli Indignados spagnoli cavalcando il vento di anti-politica che sta nascendo in Europa.</p><p>Anonymous supporta e promuove i documenti di WikiLeaks. Attacca visa, paypal e altri istituti bancari quando essi decidono di non accettare più donazioni in favore di WikiLeaks.</p><p>Se volete approfondire l&#8217;aspetto storico, informazioni si trovano su wikipedia (presumibilmente scritte dagli stessi <strong>Anonymous</strong>): <strong><a
title="Anonymous" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anonymous" target="_blank">Anonymous</a></strong>, <a
title="Imageboard" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imageboard" target="_blank">Imageboard</a>.</p><h2>Il concetto di Hacktivista</h2><p>Attualmente, la maggior parte dei membri si definisce <a
title="Hacktivista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hacktivism" target="_blank">hacktivista</a> e non hacker nel senso stretto del termine, la differenza è sottile e non di facile comprensione. Un hacktivista si definisce come un manifestante nel mondo digitale.</p><p>L&#8217;Hacktivista con la sola presenza su un sistema informatico esplica la sua funzione di protesta. Come tutti sanno quando un server ha un grosso numero di accessi incomincia a non funzionare bene, cioè inizia a razionalizzare le proprie risorse finché non fornirà più alcun dato. Finita la manifestazione di protesta gli <strong>hacktivisti</strong> abbandonano il server ed esso, senza alcun danno, inizia a fornire nuovamente dati.</p><p>Alcune volte tra gli hacktivisti si &#8220;intrufolano&#8221; veri e propri hackers che tentano di violare i sistemi informatici presi di mira, certamente è difficile capire se ci sono nessi tra gli hacktivisti e hackers.</p><h2>Gli hacker del movimento</h2><p>Questa possiamo dire che è la parte più estremista del movimento. Come tutti ben sanno, in Italia il movimento di <strong>Anonymous</strong> è diventato noto per gli attacchi, ad opera da parte di una corrente interna di <strong>hacker</strong>, verso alcuni siti web italiani e non:</p><ul><li>Enel.com, con la motivazione di &#8220;<em>ancora una volta mostra di perseguire i propri interessi in modo indegno. Al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotazal, l&#8217;Enel assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità indigena maya ixil di San Felipe Chenla, che dal 3 gennaio sta protestando contro la Enel</em>&#8221; (fonte non più disponibile in quanto il sito che rivendicava l&#8217;attacco è stato oscurato);</li><li>i siti web della sony e specialmente la piattaforma di gioco online, a quanto pare gli hacktivisti di Anonymous sostengono che i videogiochi rimbecilliscono le persone;</li><li>molti siti governativi Statunitensi in quanto l&#8217;amministrazione americana ha arrestato l&#8217;hacker che ha fornito ad Assange i materiali riservati pubblicati su wikileaks;</li><li>Paypal in quanto ha rifiutato di accettare donazioni in favore di wikileaks;</li><li>molti siti delle università italiane per dimostrare alle stesse la fragilità dei loro sistemi;</li><li>il sito dell&#8217;Agicom con la denuncia di &#8220;<em>L&#8217;Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d&#8217;autore.</em><br
/> <em>L&#8217;Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall&#8217;Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario. Questa normativa dovrebbe entrare in vigore tra pochi giorni. Per questo chiediamo l&#8217;aiuto di tutti in questa protesta&#8221; contro misure che minano &#8220;alle fondamenta il diritto di avere una Rete libera e imparziale</em>&#8221; <a
title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/06/28/news/anonymus_agcom-18348847/">fonte</a>;</li><li>i siti vicini al partito del Pdl, per la questione Agcom;</li><li>il Cnaipic, ma questa è una storia controversa in quanto ci sono state prima delle rivendicazioni e poi delle smentite, però non si capisce la motivazione;</li></ul><p>A quanto ho intuito, ma non lo posso dimostrare, il gruppo di hacker è alla ricerca di documenti &#8220;scottanti&#8221; che possono comprovare insabbiamenti e &#8220;la corruzione interna ai governi&#8221;, documenti che successivamente verranno usati per le altre fasi del loro <a
title="Il piano per cambiare il mondo" href="http://www.whatis-theplan.org/forum" target="_blank">piano</a>.</p><h2>Organizzazione</h2><p>Facendo un analisi molto superficiale <strong>Anonymous</strong> sembra un movimento caotico e totalmente anarchico, ma cercando di capire ed analizzando un pochino si scopre che non è del tutto così. Navigando tra i canali della chat ho notato una struttura organizzata per temi e aree geografiche, fatta eccezione per il caotico canale italiano; sul canale italiano gli attacchi al canipic hanno attirato una moltitudine di persone in cerca di fama, perciò, è stato quasi impossibile riuscire a capire che cos&#8217;è <strong>Anonymous</strong>.</p><p>A quanto ho capito <strong>Anonymous</strong> non ha una gerarchia o una linea gerarchica, ma è formata da gruppi autogestiti che perseguono un obiettivo comune: &#8220;Cambiare il Mondo e renderlo più giusto&#8221;. In bocca al lupo!</p><p>L&#8217;intera organizzazione del movimento non è gestita in un unico sito ma è distribuita su una moltitudine di siti web, quelli che sono riuscito a rintracciare sono i seguenti:</p><ul><li><a
title="Il piano per cambiare il mondo" href="http://www.whatis-theplan.org">http://www.whatis-theplan.org</a>, &#8220;Il piano per cambiare il mondo&#8221;;</li><li><a
title="http://anonops.blogspot.com/" href="http://anonops.blogspot.com/">http://anonops.blogspot.com/</a>;</li><li><a
title="http://anonops-ita.blogspot.com/" href="http://anonops-ita.blogspot.com/" target="_blank">http://anonops-ita.blogspot.com/</a></li><li><a
title="http://www.anonnewsnet.com/" href="http://www.anonnewsnet.com/">http://www.anonnewsnet.com/</a>;</li><li><a
title="http://anonnews.org/" href="http://anonnews.org/" target="_blank">http://anonnews.org/</a>;</li><li><a
title="http://www.whyweprotest.net/" href="http://www.whyweprotest.net/" target="_blank">http://www.whyweprotest.net/</a>;</li><li><a
title="http://hbgary.anonleaks.ch/" href="http://hbgary.anonleaks.ch/" target="_blank">http://hbgary.anonleaks.ch/</a>;</li><li><a
title="http://youranonnews.tumblr.com/" href="http://youranonnews.tumblr.com/" target="_blank">http://youranonnews.tumblr.com/</a>;</li><li><a
title="http://lulzsecurity.com/" href="http://lulzsecurity.com/" target="_blank">http://lulzsecurity.com/</a>;</li><li><a
title="http://anonplus.infiniteserve.com/" href="http://anonplus.infiniteserve.com/" target="_blank">http://anonplus.infiniteserve.com/</a>;</li><li><a
title="http://irc.lc/AnonOps/OpItaly" href="http://irc.lc/AnonOps/OpItaly" target="_blank">http://irc.lc/AnonOps/OpItaly</a> , la chat italiana;</li><li>tanti altri basta cercare su google o dai collegamenti dei siti citati.</li><li>numerosi account su twitter, facebook e social network in genere&#8230;</li></ul><h2>Il piano per cambiare il mondo in un anno</h2><p>Diciamo che è ambizioso come obiettivo. Per ora sono riuscito a trovare soltanto dei video su youtube, e &#8220;Il piano&#8221; è suddiviso in tre fasi dalla durata totale di un anno. La prima fase è iniziata il 15 Giugno 2011, presumibilmente è la fase di presentazione visto che stanno facendo tutto sto &#8220;baccano&#8221;. In che cosa consistano le altre due fasi non si riesce a capire in quanto nei video viene detto che &#8220;i dettagli saranno rilevati in seguito&#8221;. Ve ne propongo alcuni tra i più &#8220;folcroristici&#8221;:</p><p><iframe
src="http://www.youtube.com/embed/WE-WkBqf7j0" frameborder="0" width="560" height="349"></iframe></p><p><iframe
src="http://www.youtube.com/embed/2z2dAbgJreo" frameborder="0" width="425" height="349"></iframe></p><p><iframe
src="http://www.youtube.com/embed/Q2OUgDyH_Vo" frameborder="0" width="425" height="349"></iframe></p><p>&nbsp;</p><h2>Conclusioni</h2><p>Diciamo che queste sono le prime impressioni che mi son fatto su <strong>Anonymous</strong>. Sono molto curioso su questo movimento, specialmente di capire se la storia &#8220;Del cambiare il Mondo&#8221; fino a quanto può essere vera, comunque, ci sono molti punti oscuri che non riesco a spiegare. Vedremo che succede.</p><p>Saluti.</p><p>PS Se a &#8220;qualcuno&#8221; non è piaciuto l&#8217;articolo e decide di attaccarmi, lo faccia pure, sicuramente riuscirà a fare danni; sono abbastanza conscio che la sicurezza assoluta non esiste. In questo articolo ho solo raccontato, liberamente, ciò che son riuscito a vedere e a conoscere.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2011/07/30/che-cosa-e-anonymous-movimento-piano-mondo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Notizie interessanti luglio 2011: Kernel 3, vmware 5, hack SecureID, Ebay, hack Skype, Anonymous</title><link>http://www.arturu.it/blog/2011/07/19/notizie-interessanti-luglio-2011-kernel-vmware-5-hack-secureid-skype-ebay-anonymous/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2011/07/19/notizie-interessanti-luglio-2011-kernel-vmware-5-hack-secureid-skype-ebay-anonymous/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:36:13 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Linux]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Open Source]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category> <category><![CDATA[hacker]]></category> <category><![CDATA[internet]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=862</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/open-source/" title="Open Source">Open Source</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p>Ecco un elenco di notizie degli ultimi due mesi che reputo interessanti per il modo informatico e le ripropongo ai lettori del blog. Gli argomenti spaziano da: rilascio del kernel linux 3.0, rilascio di vmware 5, SecureID violato, Ebay acquista [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p><p><a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/msn-messenger-video-bucato-buffer-overflow/tux-2/" rel="attachment wp-att-574"><img
class="alignleft size-full wp-image-574" title="tux" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/tux.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Ecco un elenco di notizie degli ultimi due mesi che reputo interessanti per il modo informatico e le ripropongo ai lettori del blog. Gli argomenti spaziano da: rilascio del kernel linux 3.0, rilascio di vmware 5, SecureID violato, Ebay acquista Magento, Skype violato, Social Network, una notizia di un mese fa su Anonymous.<br
/> <span
id="more-862"></span></p><ul><li>E&#8217; stato rilasciato il kernel linux 3.0 <a
title="Kernel.org" href="http://www.kernel.org" target="_blank">www.kernel.org</a> . La mail originale di Linus Torvald che annuncia il rilascio del kernel 3.0 <a
title="Mail di Linus Torvalds" href="http://lwn.net/Articles/444314" target="_blank">http://lwn.net/Articles/444314</a> .</li><li>Rilasciato VmWare ESXi 5 <a
title="VmWare ESXi 5" href="http://suretalent.blogspot.com/2011/05/vmware-esxi-50-release-features-of.html" target="_blank">http://suretalent.blogspot.com/2011/05/vmware-esxi-50-release-features-of.html</a></li><li>Lockheed Martin RSA tra i più grandi produttori di armi al mondo violata, a quanto pare è stato duplicato un token RSA SecurID. <a
title="SecurID RSA Violato" href="http://www.pcmag.com/article2/0,2817,2386086,00.asp" target="_blank">http://www.pcmag.com/article2/0,2817,2386086,00.asp</a> evento che rende pericolosa anche le transazioni online.</li><li>Ebay acquista Magento <a
title="Ebay acquista Magento" href="http://www.magentocommerce.com/blog/ebay-agrees-to-acquire-magento" target="_blank">http://www.magentocommerce.com/blog/ebay-agrees-to-acquire-magento</a></li><li>Le chiamate su skype si possono intercettare <a
title="Skype intercettare chiamate" href="http://www.scmagazine.com.au/News/258827,how-to-intercept-skype-calls.aspx" target="_blank">http://www.scmagazine.com.au/News/258827,how-to-intercept-skype-calls.aspx</a> grazie al reverse engineering del protocollo <a
title="Reverse engineering di skype" href="http://tech.slashdot.org/story/11/06/02/1914250/Skype-Protocol-Has-Been-Reverse-Engineered" target="_blank">http://tech.slashdot.org/story/11/06/02/1914250/Skype-Protocol-Has-Been-Reverse-Engineered</a> durato anni. Una possibile alternativa potrebbe essere <a
title="Alternative a skype" href="http://www.fsf.org/blogs/community/skype-replacement-projects" target="_blank">http://www.fsf.org/blogs/community/skype-replacement-projects</a></li><li>Anche gli hackers di Anonymous vogliono lanciare il loro Social Network, logicamente solo notizie in completo anonimato, forse non gli è andata giù l&#8217;estromissione da Google+ , oppure per uno spirito di concorrenza con il nuovo Social Network della Microsoft annunciato in modo maldestro h<a
title="Social Network Microsoft" href="http://www.socl.com/" target="_blank">ttp://www.socl.com/</a>. Il social di Anonymous <a
title="Social Network di Anonymous" href="http://anonplus.com/" target="_blank">http://anonplus.com/</a> in questa pagina l&#8217;annuncio <a
title="Annuncio del Social Network di Anonymous" href="http://www.examiner.com/anonymous-in-national/anonplus-the-anti-social-networkhttp-anonplus-com" target="_blank">http://www.examiner.com/anonymous-in-national/anonplus-the-anti-social-networkhttp-anonplus-com</a></li><li>E per ultimo una notizia vecchia, il 3 giugno 2011 il team di hackers Lulz Security diffonde online la configurazione del server web di nintendo.com dopo averlo violato, la ripropongo, magari a qualcuno interessa vedere come i grossi web server vengono configurati e gli errori che si fanno, prima però una massima di qualcuno che non ricordo il nome:</li></ul><blockquote><p>Chi non conosce gli errori della Storia, è destinato a ripeterli</p></blockquote><p><a
href="http://www.arturu.it/blog/2011/07/19/notizie-interessanti-luglio-2011-kernel-vmware-5-hack-secureid-skype-ebay-anonymous/nintendo/" rel="attachment wp-att-876">configurazione server web nintendo.com</a></p><p>Saluti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2011/07/19/notizie-interessanti-luglio-2011-kernel-vmware-5-hack-secureid-skype-ebay-anonymous/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Come rubare una Botnet</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/01/24/come-rubare-una-botnet/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/01/24/come-rubare-una-botnet/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Jan 2010 14:51:51 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Frodi]]></category> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Reti]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Botnet]]></category> <category><![CDATA[carta di credito]]></category> <category><![CDATA[phishing]]></category> <category><![CDATA[torpig]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=679</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/frodi/" title="Frodi">Frodi</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/reti/" title="Reti">Reti</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>Recentemente mi sto interessando di botnet, qualche giorno fa ho visto un interessante video-lezione-conferenza sul furto di botnet. Una botnet è una rete di computer collegati ad internet che fanno parte di un insieme di computer controllato da un&#8217;unica entità, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/frodi/" title="Frodi">Frodi</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-575" title="tux_scorpione" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/tux_scorpione.jpg" alt="tux_scorpione" width="100" height="100" />Recentemente mi sto interessando di botnet, qualche giorno fa ho visto un interessante video-lezione-conferenza sul furto di botnet. Una botnet è una rete di computer collegati ad internet che fanno parte di un insieme di computer controllato da un&#8217;unica entità, il botmaster. Ciò può essere causato da falle nella sicurezza o mancanza di attenzione da parte dell&#8217;utente e dell&#8217;amministratore di sistema, per cui i computer vengono infettati da virus informatici o trojan i quali consentono ai loro creatori di controllare il sistema da remoto. I controllori della botnet possono in questo modo sfruttare i sistemi compromessi per scagliare attacchi distribuiti del tipo denial-of-service (DDoS) contro qualsiasi altro sistema in rete oppure compiere altre operazioni illecite, in taluni casi agendo persino su commissione di organizzazioni criminali. I computer che compongono la botnet sono chiamati bot (da roBOT) o zombie. Un gruppo di ricercatori presso UCSB di recente è riuscito a prendere il controllo su una parte di Torpig botnet per 10 giorni. Durante questo periodo, hanno osservato 180 mila infezioni e registrate quasi 70GB di dati raccolti che i bot. Questi dati includono le informazioni presentate da tutti i siti che la persona infetta aveva visitato, smtp, ftp, pop3, Windows, password, numeri di carta di credito e le password da parte dei manager password.</p><p><span
id="more-679"></span>Qui ci sono i fatti più interessanti della conferenza:</p><p>Torpig utilizza una tecnica chiamata <strong>&#8220;flussante dominio&#8221;</strong> per evitare di essere <em>arrestato</em>, semplicemente bloccando l&#8217;IP o il <em>nome del dominio</em> del server del centro di controllo. L&#8217;idea è semplice &#8211; in funzione della data e ora l&#8217;algoritmo genera un <em>nome di dominio</em> a cui connettersi. Se il dominio viene chiuso, il bot userà semplicemente un dominio diverso, dopo qualche tempo. I ricercatori conoscendo la generazione dei <em>nomi di domino</em> sono stati in grado di assumere il controllo su una parte della botnet crackando l&#8217;algoritmo di generazione <em>nome di dominio</em> e la registrazione di alcuni dei <em>nome di dominio</em> da utilizzare per la comunicazione.</p><p>Successivamente, i <em>cattivi</em> notato che una parte della botnet è stata sottratta, rilasciano un aggiornamento software per tutti i bot che utilizzeranno un nuovo algoritmo di flusso di dominio, questi nuovi algoritmi usano gli argomenti popolari del giorno sul social network Twitter e li utilizzano per generare i <em>nomi di dominio</em>.Con questo nuovo algoritmo i ricercatori non erano più in grado di prevedere il dominio che sarebbe stato utilizzato il giorno successivo, bisognerebbe conoscere un giorno prima l&#8217;argomento più polare su un social network che riporta per l&#8217;80% notizie in tempo reale.</p><p>Quando i bot comunicano con il server di comando trasmettono un campo ID univoco che è stato generato dall&#8217;hardware della macchina. Questo ha permesso ai ricercatori di stimare il numero reale di computer infetti. I ricercatori hanno visto 1,2 milioni di indirizzi IP unici, ma soltanto 180.000 macchine. I bot analizzati rubavano i dati finanziari da 410 istituti finanziari (top 5: PayPal, Poste Italiane, Capital One, E * Trade, Chase), avrebbero un registro di carte di credito (prime 5 carte: Visa, Mastercard, American Express, Maestro, Discover ), e avrebbero anche rubato tutte le password dal gestore delle password dei browser.</p><p>In uno studio del 2008 Symantec ha stimato che le informazioni riguardanti le carte di credito sono vendute da 10 a 25 dollari per ogni carta nel mercato nero. Le informazioni dei conti bancari sono vendute da 10.00 a 1,000 dollari per ogni conto. L&#8217;utilizzo di questo studio ha permesso ai ricercatori di stimare, durante il periodo di 10 giorni, l&#8217;importo delle risorse finanziarie che i bots hanno raccolto sono state del valore di 83.000 a 8,3 milioni di dollari. Utilizzando varie stime dei ricercatori si è calcolato che i bot sono usati per il denial of service e la larghezza di banda totale sarebbe 17Gbps.</p><p>Dal momento che è stato Torpig a inviare tutti i dati HTTP POST e-mail al server di comando e controllo, i ricercatori hanno statistiche sulle e-mail e hanno scoperto che il 14% di tutte le email sono state lette sui posti di lavoro, il 10% ha parlava di sicurezza del computer / malware, 7% di denaro, 6% erano appassionati di sport, il 5% erano preoccupati per gli esami e la loro qualità, il 4% parlavano della ricerca di partner online. Il 28% delle persone riutilizzato la propria password su più domini. Ci sono state 173.686 password univoche.</p><p>I ricercatori hanno convertito le password in formato Unix e hanno cercato di forzarle con John the Ripper. 56.000 erano crackate in meno di 65 minuti con attacco di forza bruta, invece utilizzando un dizionario 14.000 password son bastati 10 minuti. E altri 30.000 sono state le password crackate nelle 24 ore successive. Il 58% di tutte le password sono state crackate in 24 ore.</p><p>Il video conferenza è lungo 1h 15m ed è presentato da Richard A. Kemmerer.</p><p><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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/> <a
href="http://www.youtube.com/watch?v=2GdqoQJa6r4">Rubare una botnet</a></p><p>Qui ci sono tutti gli argomenti della conferenza:</p><ul><li> [02:00] terminologia botnet &#8211; bot, botnet, server di comando e controllo, canale di controllo, botmaster.</li><li> [03:00] Introduzione al trojan Torpig e la piattaforma Mebroot malware.</li><li> [05:00] Come Torpig opere.</li><li> [11:30] Torpig iniezione HTML.</li><li> [15:00] fluxing dominio.</li><li> [19:15] Capofila c Torpig&#8217;s &amp; C server.</li><li> [24:10] principi di raccolta dei dati.</li><li> [26:00] C &amp; C protocollo del server.</li><li> [31:10] stima botnet di dimensioni.</li><li> [37:00] minacce &#8220;botnet&#8221; è: il furto di informazioni finanziarie, denial of service, server proxy, furti privacy.</li><li> [37:30] Minaccia: furto di informazioni finanziarie.</li><li> [42:00] Threat: Denial of Service.</li><li> [43:30] minacce: i server proxy.</li><li> [44:20] Minaccia: furto Privacy.</li><li> [47:00] Analisi Password.</li><li> [50:40] punizione penale.</li><li> [53:00] applicazione della legge.</li><li> [58:00] Rimpatrio dei dati.</li><li> [01:00:00] Etica.</li><li> [01:02:00] Conclusioni.</li><li> [01:06:00] Domande e risposte.</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/01/24/come-rubare-una-botnet/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Non usate Internet Explorer</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:20:01 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category> <category><![CDATA[Internet Explorer]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=675</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p>In Francia e Germania le autorità diffondono una nota: non usate Internet Explorer. Alla base della vicenda c&#8217;è una vulnerabilità relativa a Internet Explorer versione 6 su sistema operativo Windows XP. Lo stesso problema di sicurezza starebbe alla base del [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p><p><span
style="text-align: justify;"><em><img
class="alignleft size-full wp-image-566" style="margin: 5px;" title="fallawin3" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/fallawin3.jpg" alt="fallawin3" width="122" height="122" />In Francia e Germania le autorità diffondono una nota: non usate Internet Explorer. Alla base della vicenda c&#8217;è una vulnerabilità relativa a Internet Explorer versione 6 su sistema operativo Windows XP. Lo stesso problema di sicurezza starebbe alla base del contenzioso tra Google governo cinese.</em></span></p><p><span
style="font-style: italic;">Il governo tedesco agli utenti: «Non usate Explorer»&#8221;,&#8221; Explorer, anche la Francia lancia l&#8217;allarme&#8221;</span>. Sono questi i titoli di alcuni dei principali quotidiani online dedicati a una vicenda che merita un minimo approfondimento. Riportiamo il calendario a qualche giorno fa e per rinfrescare la memoria segnaliamo <a
href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2359/google-spiata-dalla-cina-usando-un-buco-di-explorer_index.html" target="_blank">questo</a> link dedicato alla vicenda in cui Google e Governo cinese si trovano a confrontarsi. Google ha  rilevato alcune violazioni dei propri sistemi informatici notando accessi indesiderati ad alcuni account di posta elettronica: tali caselle email sarebbero per di più riconducibili ad alcuni attivisti cinesi per i diritti umani.</p><p><span
id="more-675"></span></p><p>Da Mountain View vengono chieste spiegazioni alle autorità cinesi con la minaccia da parte di Google di sospendere ogni attività in Cina: Google parrebbe disposta a rinunciare alle enormi opportunità di business legate ai forti tassi di crescita del mercato IT in Cina e all&#8217;elevato numero di utenti potenzialmente raggiungibile. Per il momento il governo cinese non ha dato importanti riscontri, e pure le autorità americane si sono fatte avanti per far chiarezza sull&#8217;accaduto: oltre a Google ci sarebbero altre 30 aziende fatte oggetto di attacchi informatici provenienti dalla Cina. La vicenda è ancora tutta da chiarire nei suoi dettagli e, forse, ai giornali giungerà solo una parte di tali informazioni.</p><p>Questi appena descritti sono in estrema sintesi i fatti di cronaca a cui però si deve aggiungere un dettaglio essenziale e importante per poter comprendere i titoli dei quotidiani citati in apertura. Stando a quanto identificato da molti esperti di sicurezza informatica, tra i quali i tecnici di <a
href="http://siblog.mcafee.com/cto/operation-%E2%80%9Caurora%E2%80%9D-hit-google-others/" target="_blank">McAfee</a>, alla base degli attacchi subiti da Google e dai già citati account Gmail vi sarebbe una vulnerabilità di alcune versioni datate di Internet Explorer.</p><p>Sarebbe proprio la vulnerabilità di Internet Explorer ad aver scatenato un putiferio in Europa tanto da indurre il Bundesamt fuer Sicherheit in der Informationstechnik &#8211; l&#8217;Ufficio Federale responsabile per la sicurezza informatica &#8211; a diffondere un comunicato nel quale invita a non usare Internet Explorer senza se e senza ma. Anche disattivando ActiveX e impostando il più alto livello di sicurezza Internet Explorer nelle versioni 6, 7 e 8 viene definito insicuro da BSI e gli utenti sono invitati a utilizzare browser alternativi.</p><p
style="text-align: center;"><img
style="width: 590px; height: 296px;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/certa1.gif" alt="" /></p><p>Alla presa di posizione delle autorità tedesche fa eco un&#8217;analoga dichiarazione del CERTA (Centre d&#8217;Expertise Gouvernemental de Réponse et de Traitement des Attaques informatique) francese. Il messaggio è in sostanza il medesimo: utilizzate un browser alternativo.</p><p>A tutte queste dichiarazioni si contrappongono altre prese di posizione non così convinte della pericolosità di Internet Explorer, o meglio non convinte che altre alternative possano offrire condizioni di utilizzo veramente sicure all&#8217;utente finale. Sophos prende chiaramente posizione a fianco di <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_index.html#" target="_blank">Microsoft</a> e nel blog di Graham Cluley &#8211; senior technology consultant &#8211; si legge:</p><div
style="margin-left: 40px;"><span
style="font-style: italic;">“Sembra che i governi europei facciano a gara a mettere in guardia gli utenti e gli enti pubblici contro i pericoli di Internet Explorer, invitandoli a non utilizzare questo strumento fino a quando Microsoft non avrà risolto i problemi di sicurezza ma non bisogna agire in modo avventato! Spingere gli utenti ad abbandonare Internet Explorer può essere rischioso in quanto non tutti sono a proprio agio nell’utilizzare altri browser e potrebbero dunque riscontrare dei problemi nel supporto, soprattutto in considerazione del fatto che alcune applicazioni web-based non funzionano adeguatamente senza Internet Explorer. Cambiare browser ha senso solo se l’utente ha una buona conoscenza del nuovo strumento prescelto. Questo è il classico caso in cui potrebbe essere meglio non lasciare la strada vecchia per quella nuova, a meno di non conoscere perfettamente l’alternativa che si è deciso di seguire”. </span></div><p>Ora, in un contraddittorio è lecito dare la parola all&#8217;accusa &#8211; e lo abbiamo fatto indicando gli annunci fatti dalle autorità francesi e tedesche &#8211; ma anche alla difesa, e lo facciamo segnalandovi questo breve video diffuso poche ore fa da Microsoft Italia.</p><p
style="text-align: center;"><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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style="text-align: center;"><a
href="http://vimeo.com/8813503">Internet Explorer -</a></p><p>Il video per ovvie ragioni non scende troppo nel dettaglio ma da parte Microsoft vengono citate ulteriori <a
href="http://blogs.technet.com/msrc/" target="_blank">fonti</a> di approfondimento. Cerchiamo ora di capire meglio il problema relativo a Internet Explorer e alla vicenda nel suo complesso per poi valutare in maniera autonoma l&#8217;accaduto.</p><p>Dalle caratteristiche pubblicate per sfruttare la vulnerabilità di Internet Explorer 6 &#8211; Microsoft indica solo questa versione affetta dalla vulnerabilità in oggetto- gli utenti che hanno subito un attacco sono stati indotti a visitare una particolare pagina web appositamente creata. Nel caso specifico potrebbe essere stata usata una email, insomma Microsoft sottolinea la natura mirata degli attacchi ai singoli utenti e non all&#8217;infrastruttura di Google.</p><p>A ciò nella ricostruzione di Redmond viene fatto notare un dato di fatto non trascurabile: la vulnerabilità è sfruttabile su sistema operativo <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_2.html#" target="_blank">Microsoft Windows XP</a> e con Internet Explorer versione 6. Microsoft sottolinea come entrambi i prodotti siano vetusti &#8211; vengono definiti paleolitici dal<a
href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/archive/2010/01/18/chiarimenti-sulle-modalit-di-attacco-del-recente-security-advisory-su-ie.aspx" target="_blank"> blog</a> di Feliciano Intini &#8211; sottolineando come oggi sia disponibile Windows 7 e Internet Explorer 8. Per la versione del browser ci sentiamo di condividere la posizione di Microsoft mentre per quanto riguarda il sistema operativo è inutile sottolineare quanto Windows XP sia tutt&#8217;oggi diffuso, soprattutto in molte aziende. Per Microsoft pare non esserci alcun allarme straordinario, anzi i vari esponenti approfittano della situazione per sensibilizzare su un aspetto fondamentale per la sicurezza: l&#8217;aggiornamento del software e del sistema operativo.</p><p>Un dettaglio però non ci tornava e abbiamo voluto chiedere diretto riscontro a Feliciano Intini -chief security advisor di Microsoft Italia -. Nelle note delle autorità tedesche e francesi vengono indicati come potenzialmente vulnerabili anche Internet Explorer 7 e 8, mentre dalle informazioni diffuse da Microsoft il problema parrebbe limitato alla sola versione 6 in abbinamento a Windows XP. Inutile sottolineare che su molti altri articoli pubblicati non venga nemmeno indicata la versione di Internet Explorer. Questa omissione farebbe quindi supporre che tutti gli utenti abituati all&#8217;uso di tale software siano in pericolo.</p><p>Siamo quindi andati alla fonte rivolgendo il quesito all&#8217;esperto di Microsoft. La situazione più pericolosa si concretizza su PC dotati di sistemi operativi Microsoft Windows XP in abbinamento Internet Explorer versione 6. La stessa vulnerabilità è presente in Internet Explorer 7 e 8 ma con sistema operativo più recente preoccupa di meno se l&#8217;utente abilità la modalità IE Protected Mode e DEP. Al momento è nota l&#8217;esistenza di attacchi a sistemi dotati di Internet Explorer 6 e Windows XP e pare più complicato sfruttare le medesime vulnerabilità su sistemi più aggiornati. Detto ciò, e Microsoft stessa lo ammette, il problema va risolto e anche in fretta.</p><p>Nell&#8217;apertura di questo articolo abbiamo descritto una situazione molto seria e problematica, soprattutto in relazione alla diffusione di Internet Explorer e al potenziale bacino di utenti a rischio. Nell&#8217;analisi dei fatti il tutto risulta più limitato e circostanziato. Sia chiaro: la vulnerabilità in Internet Explorer 6 rimane e al momento è meno preoccupante nelle versioni 7 e 8, andrà risolta magari senza aspettare il prossimo patch day.</p><p>Stando alle attuali informazioni disponibili e in attesa di eventuali sviluppi,  la sitazione diviene pericolosa in un contesto nel quale l&#8217;utente o chi per esso non sia in grado di gestire correttamente il proprio sistema omettendo poche e semplici abitudini che ormai da anni descriviamo: software e sistema operativo aggiornato con le ultime patch in abbinamento a suite per la sicurezza completa (il solo <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_2.html#" target="_blank">antivirus</a> potrebbe non bastare!), magari non sviluppata da Microsoft ma da terze parti in virtù di una maggiore possibilità di scelta.</p><p>In apertura abbiamo citato enti francesi e tedeschi e pare doveroso segnalare il punto di vista del CERT-SPC -unità di prevenzione e gestione degli incidenti informatici del Sistema Pubblico di Connettività &#8211; italiano che in una nota diffusa <a
href="http://www.cert-spc.it/index.php/bollettini/notiziari/333-vulnerabilita-su-internet-explorer-al-sicuro-gli-utenti-della-versione-8" target="_blank">qui</a> riporta:</p><blockquote><p><em>In relazione alla vulnerabilità di tipo &#8220;zero-day&#8221; che interessa Internet Explorer già  osservata dal CERT-SPC dallo scorso 15 Gennaio ed illustrata nella sezione bollettini, si rappresenta che in ambito SPC al momento non sono stati segnalati incidenti riconducibili alla stessa.  Si evidenzia però il rischio associato alla possibilità di sfruttare tale vulnerabilità in associazione ad iniziative di spam, ai risultati proposti  dai motori di ricerca ed ai collegamenti presenti sui social network, inerenti eventi di particolare ed attuale interesse collettivo, quali il recente sisma  che ha devastato HAITI o all’attenzione mediatica sull’uscita del film AVATAR. Tali circostanze possono essere utilizzate dagli attaccanti per indurre gli utenti a visitare pagine web appositamente realizzate per inoculare malware o la sfruttare anche questa vulnerabilità in Explorer.<br
/> &#8230;Microsoft, infine, in una nota preventivamente anticipata al CERT-SPC ha indicato anche l&#8217;ipotesi di un aggiornamento di sicurezza di tipo &#8220;OUT OF BAND&#8221; ovvero straordinario rispetto al normale ciclo di rilascio del software correttivo appena avvenuto per il mese di Gennaio. </em></p></blockquote><p><a
href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_index.html" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Windows: un bug che dura da 17 anni</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:31:12 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[bug]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=672</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>In tutte le versioni ancora supportate di Windows esiste una vulnerabilità che, secondo il suo scopritore, se ne sta lì nascosta da almeno 17 anni. Nel frattempo BigM si industria per sanare IE. Mentre Microsoft è ancora impegnata nello sviluppo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-566" style="margin: 5px;" title="fallawin3" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/fallawin3.jpg" alt="fallawin3" width="122" height="122" />In tutte le versioni ancora supportate di Windows esiste una vulnerabilità che, secondo il suo scopritore, se ne sta lì nascosta da almeno 17 anni. Nel frattempo BigM si industria per sanare IE.</p><p>Mentre Microsoft è ancora impegnata nello sviluppo di una patch per Internet Explorer che risolva <a
href="http://punto-informatico.it/2788034/PI/News/google-bucata-via-internet-explorer.aspx" target="_blank">la falla</a> recentemente utilizzata negli attacchi a Google, un esperto di sicurezza ha divulgato i dettagli di una vulnerabilità apparentemente celata in Windows dalla &#8220;notte dei tempi&#8221;, ovvero dall&#8217;anno 1993. Ad esserne interessate sarebbero tutte le versioni a 32 bit di Windows a partire da NT, inclusi XP, Server 2003, Vista, Server 2009 e 7.</p><p><span
id="more-672"></span><a
href="http://taviso.decsystem.org/" target="_blank">Tavis Ormandy</a>, scopritore della falla e information security engineer presso Google, spiega in <a
href="http://archives.neohapsis.com/archives/fulldisclosure/2010-01/0346.html" target="_blank">questo advisory</a> che il problema è legato alla <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_DOS_Machine" target="_blank">Virtual DOS Machine</a>, e può essere sfruttato per iniettare del codice direttamente nel kernel di Windows: questo potrebbe consentire a un aggressore o a un malware di prendere il controllo delle aree più &#8220;sensibili&#8221; e protette del sistema, e installare ad esempio key logger o rootkit.</p><p><em>The Register</em> <a
href="http://www.theregister.co.uk/2010/01/19/microsoft_escalation_bug/" target="_blank">riporta</a> che la società <a
href="http://www.immunitysec.com/" target="_blank">Immunity</a> di Miami ha già aggiunto l&#8217;exploit della vulnerabilità al proprio software di auditing indirizzato ai professionisti della sicurezza. La società afferma che l&#8217;exploit è stato testato con successo su tutte le versioni di Windows ad eccezione della 3.1.</p><p>In attesa che Microsoft rilasci una patch, Ormandy afferma che è possibile proteggersi della debolezza disattivando i sottosistemi MSDOS e WOWEXEC di Windows: per farlo è necessario modificare alcune voci di registro così come spiegato in <a
href="http://support.microsoft.com/default.aspx/kb/220159" target="_blank">questo articolo</a> del supporto tecnico di Microsoft. Va rimarcato che disattivando questi due componenti si perde la compatibilità con i vecchi programmi a 16 bit (quelli per DOS e Windows 3.1), ma per la stragrande maggioranza degli utenti questo non dovrebbe essere un problema.</p><p>Ormandy sostiene di aver segnalato il bug a Microsoft nel giugno del 2009, tenendone nel frattempo segreti i dettagli: non avendo ricevuto da BigM alcuna risposta, e avendo constatato che il baco è ancora aperto, negli scorsi giorni si è deciso a rendere il problema di pubblico dominio insieme a un exploit dimostrativo.</p><p>Contattata da <em>The Register</em>, Microsoft ha fatto sapere, per bocca di un suo portavoce, di stare vagliando l&#8217;advisory di Ormandy e di non essere a conoscenza di attacchi che sfruttino questa vulnerabilità.</p><p>Ieri il big di Redmond <a
href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/archive/2010/01/19/security-advisory-979352-su-ie-preavviso-di-rilascio-straordinario-oob.aspx" target="_blank">ha anche annunciato</a> che la recente falla di Internet Explorer verrà corretta appena possibile, e al di fuori del suo ordinario ciclo di pubblicazione dei bollettini di sicurezza. Sui rischi e la portata di tale vulnerabilità Microsoft Italia <a
href="http://punto-informatico.it/2789511/PI/News/vulnerabilita-ie-microsoft-rassicura.aspx" target="_blank">ha recentemente minimizzato</a>.</p><p>&#8220;Pur non essendo mutato in modo significativo lo scenario di rischio (nel senso che gli attacchi noti sono rimasti quelli mirati e circoscritti, ed efficaci solo su sistemi con IE6), il clamore mediatico e la confusione da parte dei clienti che ne è derivata (vedi dubbi tra versioni impattate dalla vulnerabilità &#8211; praticamente tutte &#8211; e quella seriamente impattate da eventuali attacchi intrusivi &#8211; solo IE6), anche relativamente alle contromisure temporanee di difesa (vedi abilitazione del DEP), hanno spinto verso la decisione di un rilascio in modalità Out-of-band (OOB)&#8221; ha scritto ieri Feliciano Intini, chief security advisor di Microsoft Italia, sul suo blog.</p><p><a
href="http://punto-informatico.it/2790858/PI/News/windows-si-puo-bucare-via-dos.aspx" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>DECAF e Microsoft non ti spia più</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/12/22/decaf-e-microsoft-non-ti-spia-piu/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/12/22/decaf-e-microsoft-non-ti-spia-piu/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:29:17 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=668</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p>Due hacker pubblicano un software ideato per contrastare le misure di indagine forense rese possibili dai tool automatizzati di Microsoft. COFEE è un software progettato dalla Microsoft che serve per indagini forensi, in parole povere tutte le polizie del mondo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-568" title="icona" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/freebsd1.png" alt="icona" width="96" height="96" />Due hacker pubblicano un software ideato per contrastare le misure di indagine forense rese possibili dai tool automatizzati di Microsoft. COFEE è un software progettato dalla Microsoft che serve per indagini forensi, in parole povere tutte le polizie del mondo e le forze dell&#8217;ordine hanno in dotazione questo software che usano per le loro indagini, fin qua non c&#8217;è problema. Ma, non si capisce come, è finito sulle reti p2p; dopo questo evento spunta DECAF.</p><p>Microsoft ci aveva provato a chiudere il vaso di Pandora aperto con la <a
href="http://punto-informatico.it/2747281/PI/News/caffe-forensics-microsoft-sale-sul-p2p.aspx" target="_blank">distribuzione non autorizzata di COFEE</a> sui network di P2P, temendo possibili contromosse da parte di hacker o cybercriminali. Ma la <a
href="http://punto-informatico.it/2761243/PI/News/troppo-cofee-rende-microsoft-nervosa.aspx" target="_blank">minaccia legale</a> non è bastata a fermare il libero fluire in Rete del tool forense e <strong>alla fine quella contromossa si è concretizzata</strong> nella forma di <a
href="http://decafme.org/" target="_blank">DECAF</a>: ovvero <em>Detect and Eliminate Computer Assisted Forensics</em>.</p><p><span
id="more-668"></span>Nella stessa misura in cui COFEE serve agli investigatori per raccogliere prove e tracce su sistemi informatici connessi a indagini e crimini, così DECAF appronta una serie di contromisure tese a bloccare tutti i tentativi di intromissione, analisi e log possibili col tool gratuito di Redmond.</p><p>&#8220;Vogliamo promuovere un sano e illimitato flusso del traffico Internet e dimostrare perché le forze dell&#8217;ordine non dovrebbero affidarsi soltanto a Microsoft per automatizzare la ricerca intelligente di prove&#8221; <a
href="http://www.theregister.co.uk/2009/12/14/microsoft_cofee_vs_decaf/" target="_blank">ha detto</a> uno degli autori di DECAF spiegando <strong>le motivazioni</strong> alla base del software da lui contribuito a creare.</p><p>Da Redmond avevano provato a far sparire le tracce di COFEE minacciando ritorsioni legali per quei siti che lo avessero continuato a offrire come download, e come dimostra l&#8217;esistenza di DECAF la possibilità di veder nascere una contromisura in quegli ambienti dove per Microsoft si annida l&#8217;illegalità, il software non certificato e ogni genere di pericoli per l&#8217;utente, era ben più che concreta.</p><p>Una volta installato in pianta stabile sul sistema, DECAF agisce monitorando il PC e verificando l&#8217;avvio dei processi, il collegamento di chiavette USB e l&#8217;esistenza di tracce riconducibili ai file di COFEE. Nel qual caso l&#8217;esito del monitoraggio dinamico fosse positivo, DECAF provvede automaticamente a <strong>cancellare i log creati dall&#8217;utility forense</strong>, camuffare gli indirizzi fisici MAC, &#8220;smontare&#8221; e disabilitare i drive USB e altro ancora. I suoi due autori promettono inoltre future versioni capaci di bloccare il sistema protetto agendo da remoto.</p><p>Appare ovviamente scontato il fatto che, anche qualora Microsoft provasse a buttare il giù il sito di DECAF, il tool continuerebbe a essere disponibile in rete, sul P2P e altrove, magari su <em>Wikileaks</em> dove già hanno provveduto a <a
href="http://wikileaks.org/wiki/Microsoft_COFEE_%28Computer_Online_Forensics_Evidence_Extractor%29_tool_and_documentation,_Sep_2009" target="_blank">ospitare COFEE</a>. Si attende ora la risposta che Redmond deciderà di fornire all&#8217;esistenza del &#8220;decaffeinato&#8221; del loro forensics tool.</p><p><a
href="http://punto-informatico.it/2772856/PI/News/cofee-microsoft-meglio-decaf.aspx" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/12/22/decaf-e-microsoft-non-ti-spia-piu/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Migliaia di account Hotmail a rischio</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/10/06/migliaia-di-account-hotmail-a-rischio/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/10/06/migliaia-di-account-hotmail-a-rischio/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:40:02 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Hotmail]]></category> <category><![CDATA[phishing]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=643</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p>Nella giornata di ieri Neowin.net ha pubblicato un&#8217;importante notizia: le credenziali relative a miglia di account Hotmail sono state pubblicate per alcune ore online. Da quanto riporta Neowin.net l&#8217;elenco disponibile era relativo solo a profili con lettera iniziale a e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-460" title="windows_users" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/windows_users.png" alt="windows_users" width="128" height="128" />Nella giornata di ieri <a
href="http://www.neowin.net/news/main/09/10/05/thousands-of-hotmail-passwords-leaked-online" target="_blank"> Neowin.net</a> ha pubblicato un&#8217;importante notizia: le credenziali relative a  miglia di account Hotmail sono state pubblicate per alcune ore online. Da  quanto riporta Neowin.net l&#8217;elenco disponibile era relativo solo a profili con  lettera iniziale a e b, ma questa circostanza potrebbe suggerire l&#8217;esistenza di  un archivio ben più ricco.</p><p>Il Microsoft Security Response Center ha ricevuto prontamente notifica  dell&#8217;accaduto e ha promesso di comunicare ulteriori informazioni a breve. In una  prima fase venne ipotizzato un problema di sicurezza interno ai sistemi  Microsoft ma tale circostanza viene negata dalla casa di Redmond.</p><p>E&#8217; disponibile una <a
href="http://windowslivewire.spaces.live.com/blog/cns%212F7EB29B42641D59%2141528.entry?wa=wsignin1.0&amp;sa=654988517" target="_blank"> nota</a> ufficiale diffusa da Microsoft in cui si riconduce il problema a un  classico fenomeno di Phishing. Nel documento pubblicato da Microsoft vengono  anche fornite alcune indicazioni di tipo generale per cautelarsi nei confronti  del phishing: oltre a molta cautela da parte dell&#8217;utente nel fornire le  proprie credenziali relative a user e password viene suggerito un aggiornamento  costante della password oltre ovviamente all&#8217;utilizzo di un software antivirus completo, ben configurato e aggiornato.</p><p>A <a
href="http://windowslivewire.spaces.live.com/blog/cns%212F7EB29B42641D59%2141528.entry?wa=wsignin1.0&amp;sa=654988517" target="_blank"> questo</a> indirizzo sono riportate anche indicazioni dedicate a chi è caduto  vittima di questo problema con il proprio account Hotmail.</p><p><a
class="wpGallery" href="http://www.hwupgrade.it/news/software/migliaia-di-account-hotmail-a-rischio_30338.html">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/10/06/migliaia-di-account-hotmail-a-rischio/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Legge Stanca? Già applicabile così com&#8217;è</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/legge-stanca-gia-applicabile-cosi-come/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/legge-stanca-gia-applicabile-cosi-come/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:32:21 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category> <category><![CDATA[Legge Stanca]]></category> <category><![CDATA[PA]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=609</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/pubblica-amministrazione/" title="Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p>Riporto una lettera inviata dal presidente dell&#8217;associazione IWA-Italy a Punto Informatico riguardo all&#8217;articolo sulla legge Stanca pubblicato alcuni giorni fà. Roma &#8211; Caro Direttore, sono a scrivere questa lettera come presidente dell&#8217;associazione IWA Italy, l&#8217;associazione degli sviluppatori esperti di accessibilità [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/pubblica-amministrazione/" title="Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-259" title="kuser" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/kuser.png" alt="kuser" width="128" height="128" />Riporto una lettera inviata dal presidente dell&#8217;associazione IWA-Italy a Punto Informatico riguardo all&#8217;articolo sulla legge Stanca pubblicato alcuni giorni fà.   Roma &#8211; Caro Direttore, sono a scrivere questa lettera come presidente dell&#8217;associazione IWA Italy, l&#8217;associazione degli sviluppatori esperti di accessibilità riconosciuta come tale dal CNIPA in relazione alla legge 4/2004. Come ben sa sono uno degli autori della legge 4/2004 e dei requisiti tecnici della suddetta legge e spesso mi capita di leggere discussioni in cui la normativa (ma soprattutto il decreto ministeriale contenente i requisiti tecnici) viene &#8211; forse per mancata conoscenza dell&#8217;argomento &#8211; indebitamente criticata.</p><p><span
id="more-609"></span></p><div>IWA ha fornito inoltre supporto al CNIPA (Centro Nazionale Informatica Pubblica Amministrazione) anche nella fase di formazione e divulgazione, tramite convegni ed attività di formazione gratuita erogata dallo stesso CNIPA tramite docenti esperti di accessibilità di IWA ITALY. Esperti di IWA inoltre stanno fornendo supporto al CNIPA nella fase del cosiddetto &#8220;monitoraggio&#8221; dei siti delle P.A. centrali, e stiamo vedendo che la situazione non è poi così nera come spesso viene dipinta.</div><div>Innanzitutto, spiace che spesso vengano travisate le parole delle persone, soprattutto &#8220;a scoppio ritardato&#8221;. Mi riferisco in particolar modo alle <a
href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2284470" target="_blank">considerazioni pubblicate nel Web</a> in cui ci si meraviglia che solo il 3% (tre per cento) delle P.A. centrali abbia ad oggi una home page (non un sito) conforme ai requisiti tecnici della legge 4/2004.</div><div>Da qui, tralasciando le solite esternazioni sui mancati obblighi normativi (forse quando si scrive velocemente ci si dimentica che oltre alla legge 4/2004 vi è anche il codice della P.A. Digitale&#8230;), nascono purtroppo delle incomprensioni che portano sempre alla stessa minestra: le P.A. non aggiornano i siti Web con conformità ai requisiti tecnici in quanto &#8220;di difficile applicazione e molto onerosi&#8221;. Lo stesso Antonio De Vanna nelle sue relazioni (la prima delle quali risale ancora al mese di dicembre 2007&#8230; ma solo oggi fa &#8220;scalpore&#8221;), fa ben capire che nel 3% figurano molti casi di eccellenza che dimostrano proprio quanto l&#8217;inapplicabilità dei requisiti sia una leggenda metropolitana.</div><div>Tra i casi citati dal dott. De Vanna vi sono oltre 150 scuole della Lombardia che &#8211; autonomamente e senza necessità di stanziamenti statali &#8211; hanno avviato dei processi per sviluppare/convertire i siti dei propri istituti alla conformità dei requisiti tecnici. Cosa significa? Significa che degli insegnanti (quindi non propriamente dei tecnici specializzati o, come si definiscono alcuni, dei &#8220;professionisti&#8221;) hanno investito del loro tempo per documentarsi, confrontarsi e quindi sviluppare siti Web conformi ai requisiti, incontrandosi e scambiandosi informazioni tramite il progetto <a
href="http://www.porteapertesulweb.it/" target="_blank">Porte aperte sul Web</a>. Se questo non è sufficiente a dimostrare la teoria per cui l&#8217;applicazione dei requisiti non è una cosa &#8220;per pochi eletti&#8221;, basti solo ricordare che ciò che richiama la legge è una raccomandazione del 1999 (del secolo scorso) che richiede di usare in modo corretto elementi ed attributi di linguaggi come HTML e XHTML presenti da oltre 10 anni: chi si vuol definire professionista e ad oggi non sa (o non vuol sapere) che per impaginare dei contenuti vanno seguite delle regole, più che professionista può definirsi un &#8220;webbista&#8221; e &#8211; come tale &#8211; non può certo proporsi per fornire servizi a realtà come le Pubbliche Amministrazioni che, per legge, devono fornire servizi fruibili da tutti, indipendentemente dalle disabilità a cui possono essere soggetti alcuni utenti. Per aiutare la crescita dei &#8220;webbisti&#8221; (o dei professionisti volonterosi), oltre a liste tecniche di discussione gratuite (<a
href="http://itlists.org/" target="_blank">http://itlists.org</a>), è stato reso disponibile anche un manuale.</div><div>Personalmente, dopo aver scritto il manuale di applicazione della legge 4/2004 (con prefazione dell&#8217;allora Ministro Lucio Stanca), ho ritenuto utile rilasciarlo gratuitamente a disposizione <a
href="http://www.pubbliaccesso.it/biblioteca/manualistica/Scano-Cap4.htm" target="_blank">nel sito del CNIPA</a>, onde evitare le infinite discussioni su liste e forum sulla corretta interpretazione per l&#8217;applicazione dei requisiti: il manuale c&#8217;è, è quindi scaricabile, fruibile ed è il riferimento anche per chi effettua le verifiche tecniche. Tramite <a
href="http://webaccessibile.org/" target="_blank">Webaccessibile.org</a>, la risorsa di IWA ITALY per l&#8217;accessibilità del Web, sono inoltre disponibili degli strumenti gratuiti di ausilio (citati dallo stesso Antonio De Vanna ai recenti convegni) per la valutazione dei requisiti, tra cui <a
href="http://webaccessibile.org/articoli/la-barra-dell-accessibilita-informazioni/" target="_blank">la barra dell&#8217;accessibilità</a>.</div><div>Rileggendo gli ultimi paragrafi, è ben chiaro che è tutto disponibile gratuitamente, senza alcun costo per lo sviluppatore: l&#8217;unico &#8220;costo&#8221; da sostenere è la riconversione dello sviluppatore dal mancato rispetto degli standard al corretto modo di sviluppare contenuti ed applicazioni per il Web. Spesso durante seminari e docenze veniamo in contatto con persone che, purtroppo, non hanno avuto adeguata formazione nello sviluppo di contenuti tramite linguaggi di marcatura: è un po&#8217; il medesimo problema che si trova quando si chiede quanti sanno formattare correttamente i titoli e &#8211; in generale &#8211; il documento con i programmi di word processing&#8230;</div><div>Vorrei quindi concludere questa prima parte della lettera ribadendo per l&#8217;ennesima volta che applicare i requisiti di legge non è una cosa riservata a pochi eletti ma è una serie di piccole regole applicabili da chiunque ne comprenda le motivazioni e le modalità di implementazione. Chi non riesce e/o non vuole applicarle spesso estrae dal cilindro la scusa della difficoltà o della particolare onerosità: in questo caso consigliamo sempre alle P.A. di cambiare fornitore in quanto inadeguato alle esigenze di garantire l&#8217;accesso a tutti i cittadini.</div><div>Tra le altre critiche che sorgono in questi giorni vi è il mancato adeguamento della legge ai nuovi &#8220;standard&#8221;, quali il cosiddetto &#8220;Web 2.0&#8243;. È doveroso fare una premessa secondo cui il &#8220;Web 2.0&#8243; non è altro che un termine commerciale per vendere qualcosa di vecchio come fosse novità anche alle stesse P.A.. Vorrei ricordare ad esempio che AJAX non è altro che la combinazione di Javascript con chiamate tramite oggetto <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/XMLHttpRequest" target="_blank">XMLHTTPRequest</a> disponibile già da Microsoft Internet Explorer 5.0, quindi nulla di nuovo a livello di &#8220;tecnologia&#8221;. È pur vero che l&#8217;attuale normativa (basata sulle uniche raccomandazioni internazionali ritenute &#8220;stabili&#8221; dalla stessa UE) pone un vincolo all&#8217;uso di script: il requisito 15, difatti, prevede che la pagina deve essere fruibile anche in assenza di script. Questo, in alcuni casi, è possibile farlo anche per applicazioni AJAX-based in quanto un buon sviluppatore AJAX sa che deve pensare all&#8217;uso di AJAX all&#8217;interno dell&#8217;applicazione ma deve applicarlo alla fine, ovvero deve comunque garantire l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione anche in mancanza di AJAX.</div><div>Il Web evolve, e col Web evolvono anche le specifiche: stiamo difatti sviluppando all&#8217;interno del W3C le future raccomandazioni per il Web tra cui le <a
href="http://www.w3.org/TR/WCAG20/" target="_blank">WCAG 2.0</a> per l&#8217;accessibilità dei contenuti e le <a
href="http://www.w3.org/TR/ATAG20/" target="_blank">ATAG 2.0</a> per l&#8217;accessibilità delle applicazioni che generano contenuti per il Web. Le WCAG 2.0 porteranno, tra le novità, la possibilità di utilizzare tecnologie &#8220;accessibility supported&#8221;, ovvero una serie di tecnologie (HTML, CSS, Javascript) dichiarate direttamente accessibili da utenti con tecnologie assistive, supportate dai browser più comuni in modo nativo e/o tramite plug-in. Questo significa che le WCAG 2.0 rimuoveranno il limite del requisito 15 ma chiederanno allo sviluppatore di garantire direttamente l&#8217;accessibilità degli script e degli oggetti di programmazione. Non sarà quindi sufficiente, ad esempio, inserire una mappa di Google o un widget di Flickr/YouTube nel sito della P.A. ma si dovrà &#8220;potenziare&#8221; l&#8217;oggetto inserendo delle funzionalità che consentiranno &#8211; per ogni elemento presente &#8211; l&#8217;identificazione del ruolo, dello stato e delle proprietà (ovvero, quanto richiesto dalla nascente specifica WAI-ARIA del W3C).</div><div>Pertanto consigliamo già da oggi di documentarsi su come produrre applicazioni accessibili: personalmente ho prodotto <a
href="http://applicazioniaccessibili.org/" target="_blank">un libro</a> a cui hanno partecipato esperti internazionali del settore e, per chi vuole essere all&#8217;avanguardia, consiglio di studiarsi i nuovi frame work accessibili.</div><div>Allo sviluppo di queste specifiche partecipano, come unici italiani, i soci IWA che nella fase di adeguamento della 4/2004 potranno portare il loro attivo contributo nello sviluppo di requisiti basati sui nuovi standard. Anche l&#8217;ISO si sta muovendo nello sviluppo di nuove norme per le interfacce Web (ISO 9241-151) ed anche in questo caso i soci IWA partecipano attivamente alla definizione di tali norme tecniche. Ci tengo a precisare che chiunque, all&#8217;interno di IWA, può partecipare a queste attività sapendo bene che richiedono tempo (audio conferenze settimanali, discussioni in liste tecniche, ecc. ecc.) e non prevedono compensi. Lo stesso W3C sta riconoscendo le potenzialità di italiani e questo ha portato alla nascita di una nostra divisione (IWA Labs) dedicata alla sperimentazione delle future specifiche: stiamo testando soluzioni per XHTML 2, per SMIL 3.0, WAI-ARIA e vediamo come sia possibile effettivamente garantire maggior solidità ed accessibilità alle applicazioni Web.</div><p>Riguardo all&#8217;adeguamento normativo italiano, ricordando che siamo legati all&#8217;art. 12 della legge 4/2004:</p><blockquote><p><em>1.Il regolamento di cui all&#8217;articolo 10 e il decreto di cui all&#8217;articolo 11 sono emanati osservando le linee guida indicate nelle comunicazioni, nelle raccomandazioni e nelle direttive sull&#8217;accessibilità dell&#8217;Unione europea, nonché nelle normative internazionalmente riconosciute e tenendo conto degli indirizzi forniti dagli organismi pubblici e privati, anche internazionali, operanti nel settore.<br
/> 2.Il decreto di cui all&#8217;articolo 11 è periodicamente aggiornato, con la medesima procedura, per il tempestivo recepimento delle modifiche delle normative di cui al comma 1 e delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute.</em></p></blockquote><div>Chi si occupa di aggiornare il decreto con i requisiti? Il Ministro per l&#8217;Innovazione e le tecnologie che, nella definizione dei primi requisiti, affidò lo sviluppo alla &#8220;Commissione interministeriale permanente per l&#8217;impiego delle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione a favore delle categorie deboli o svantaggiate&#8221; presieduta dal Prof. Pierluigi Ridolfi che, nel 2003, costituì una <a
href="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/segreteria_tecnico_scientifica.htm" target="_blank">segreteria tecnico-scientifica</a> coordinata dal dott. Antonio De Vanna ed alla quale parteciparono rappresentanze di associazioni di produttori di hardware e software, associazioni di disabili ed associazioni di sviluppatori esperti di accessibilità. La segreteria tecnico-scientifica avviò una serie di gruppi di lavoro, arrivando alla predisposizione dei requisiti tecnici tra cui i requisiti per i siti Internet, pubblicati (cosa mai successa in precedenza) nelle bozze di lavoro per raccogliere commenti dal mondo degli sviluppatori.</div><div>Successivamente, viste anche le fasi di mancata applicazione della legge legate all&#8217;idea secondo cui in mancanza di un contratto non vi sono obblighi per le P.A., come IWA abbiamo scritto <a
href="http://www.iwa.it/files/comunicati/2006/modifiche_4_2004.pdf" target="_blank">nel novembre 2006</a> una lettera al Ministro Nicolais, ai sottosegretari Magnolfi e Scanu e alla Commissione Trasporti della Camera sollecitando la discussione del <a
href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/25967.htm" target="_blank">progetto di legge 1226 Campa-Palmieri II</a>, depositato tra l&#8217;altro già dal 31 luglio 2006,lettera che ad oggi non ha avuto alcuna risposta.</div><div>Ulteriore nota negativa è legata al fatto che l&#8217;attività della commissione interministeriale permanente (e quindi della Segreteria) è rimasta ferma per oltre due anni: solo verso la fine del 2007 il Ministro Nicolais tramite un Decreto rimuoveva la commissione interministeriale permanente a favore di una commissione ministeriale la cui durata era limitata alla legislatura. La commissione fu riassegnata con presidenza a Pierluigi Ridolfi e con la Segreteria tecnica assegnata ad Antonio De Vanna: sfortuna volle che la segreteria riuscì ad effettuare una sola riunione in cui chiaramente si intendeva analizzare l&#8217;attuale situazione per adeguare i requisiti tecnici ai nuovi standard &#8211; non appena questi saranno disponibili.</div><div>Ora si è quindi in attesa della ricostituzione della Commissione (auspicando ad un ritorno alla Commissione Interministeriale) e con la costituzione di una Segreteria tecnica che &#8211; a mio avviso &#8211; dovrebbe non dipendere dalla durata della legislatura ma dovrebbe garantire un costante monitoraggio delle norme e raccomandazioni al fine di poter agevolmente fornire al Ministro competente delle proposte di adeguamento delle cosiddette regole tecniche.</div><div>I tempi quindi sono maturi per iniziare a discutere di WCAG 2.0, ATAG 2.0, WAI-ARIA ed ISO 9241-151 magari predisponendo una versione transitoria dei requisiti per garantire un tempo utile di adeguamento sia agli sviluppatori che alle P.A. La mia idea è quella di proporre inizialmente la sostituzione del requisito 15 con un requisito di chiara ispirazione alle WCAG 2.0, in particolar modo al criterio di successo 4.1.2:</div><p><em><strong>4.1.2. Nome, ruolo, valore.</strong> Per tutti i componenti presenti nell&#8217;interfaccia utente come: il nome, il ruolo, gli stati, le proprietà e i valori di programmazione possono essere determinati programmaticamente mentre gli stati, le proprietà, ed i valori che anche l&#8217;utente è in grado di impostare, possono anche essere stabiliti in modo programmatico. Qualsiasi notifica delle modifiche a questi elementi è disponibile ai programmi utente, tra cui le tecnologie assistive.</em></p><div>In questo modo si chiede quindi allo sviluppatore di usare in modo corretto le nuove tecnologie &#8220;Web 2.0&#8243;, garantendo alla tecnologia assistiva di comprendere il ruolo di elementi che, per definizione, non sono oggetti attivi (esempio: elementi &#8220;div&#8221; o &#8220;span&#8221; utilizzati per simulare menu a tendina, checkbox, ecc. ecc.) e soprattutto di comprendere eventuali azioni/modifiche di contenuto generate in modo dinamico (esempio: notifica di invio e-mail tramite AJAX, ecc.).</div><div>IWA ha attivato un gruppo di lavoro (aperto a tutti gli associati) nel progetto IWA LABS con lo scopo di lavorare già alla predisposizione di una bozza di requisiti tecnici basati sulle versioni &#8220;2.0&#8243; delle linee guida del progetto WAI del W3C, con finalità di predisporre un documento che sarà presentato come base di discussione alla prima riunione utile della futura segreteria tecnico-scientifica a cui IWA parteciperà, come in precedenza, come associazione degli sviluppatori esperti di accessibilità (tra i quali, ricordo, figurano gli unici italiani che stanno sviluppando le raccomandazioni W3C-WAI).</div><div>Sperando che quanto detto sopra possa chiarire anche ai Vostri lettori che la mancata applicazione della normativa non è legata all&#8217;inefficienza della legge 4/2004 ma va ricercata all&#8217;interno di altre problematiche dirigenziali e tecniche all&#8217;interno delle P.A., cordiali saluti.</div><p><strong>Roberto Scano</strong><br
/> Presidente <a
href="http://www.iwa.it/" target="_blank">IWA ITALY</a></p><p><a
title="[Nuova Finestra] Fonte" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2290891" target="_blank">Fonte Punto-Informatico.</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/legge-stanca-gia-applicabile-cosi-come/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Caso Phishing: Arresti</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/caso-phishing-arresti/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/caso-phishing-arresti/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:03:35 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Frodi]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[phishing]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=513</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/frodi/" title="Frodi">Frodi</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p>Finalmente sono stati catturati alcuni autori di Phishing in Italia: Erano molto ben organizzati i componenti di una gang di provenienza dall&#8217;Europa orientale che aveva attivato una serie di operazioni Internet illegali con cui riusciva a truffare istituti bancari ed [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/frodi/" title="Frodi">Frodi</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-95" title="email" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/email.png" alt="email" width="128" height="128" />Finalmente sono stati catturati alcuni autori di Phishing in Italia:</p><div><em>Erano molto ben organizzati i componenti di una gang di provenienza dall&#8217;Europa orientale che aveva attivato una serie di operazioni Internet illegali con cui riusciva a truffare istituti bancari ed utenti italiani, rastrellando a loro spese profitti ingenti, sopra il milione di euro. </em><a
href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2018972" target="_blank">Tratto da Punto-Informatico: Articolo completo.</a></div><div>Oggi mi è arrivata la solita mail, ma stavolta la mail proveniva da una banca:</div><div><em><span
style="font-family: verdana; font-size: x-small;"> Caro membro di Banca Intesa,</span><br
/> <span
style="font-family: verdana; font-size: x-small;"> </span></em> <span
style="font-family: verdana; font-size: x-small;"><em>Per i motivi di sicurezza abbiamo sospeso il vostro conto di operazioni bancarie in linea a Banca Intesa. Dovete confermare che non siete una vittima del furto di identita per ristabilire il vostro conto.<br
/> Dovete scattare il collegamento qui sotto e riempire la forma alla seguente pagina per realizzare il processo di verifica.<br
/> <a
href="http://bancaintesa.it.halmak.net/private/login.php">http://www.bancaintesa.it/verifica_profilo/index.htm</a></em><br
/> </span></div><div>ecc.  ecc&#8230;.</div><div>Ciao&#8230; <img
title="Laughing" src="../../home/mambots/editors/tinymce/jscripts/tiny_mce/plugins/emotions/images/smiley-laughing.gif" border="0" alt="Laughing" /></div><div>Ps Stò preparando un articolo su una nuova vulnerabilità di Internet-Explorer 7 e Norton 360 che permetterebbe a chiunque di rubare dati personali con una semplicità estrema&#8230;</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/caso-phishing-arresti/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
