



Come al solito mi sono arrivate alcune mail sull’articolo appena pubblicato: sui gestori di pacchetti. Ci sono alcune precisazioni e novità. Bisogna dire che i gestori di pacchetti non fanno ricerche su internet ma recuperano il software da indirizzi impostati nei repository. I Repository sono delle liste di indirizzi (detto semplicemente) che indicano al gestore dove si trovano i pacchetti da scaricare. Le liste di base con tutto il software ufficiale della distribuzione sono già preimpostate, ma nessuno vieta di inserire nuovi repository con tanti altri programmi aggiuntivi. Come ad esempio seguendo questo link, oppure inserendo nei repository questo sito.




Una delle tante filosofie del mondo Open Source riguarda l’economia del software, come concetto di base si tende a non replicare nel sistema codice o componente che già è stato implementato da un altro programmatore. Questi componenti vengono distribuiti attraverso internet in file compressi e vengono chiamati pacchetti o packange. Dal punto di vista del programmatore questa è la soluzione migliore ma dal punto di vista dell’utente, specialmente per chi non ha molta esperienza, può diventare un incubo. Infatti, per poter installare un determinato software bisogna installare prima i pacchetti necessari al suo funzionamento, stando attenti che questi pacchetti a loro volta non richiedano altri pacchetti per poter funzionare e così via; nel gergo Open Source questo procedimento viene chiamato “Risoluzione delle dipendenze”. Per ovviare a questo problema si utilizzano dei programmi appositamente costruiti che sono i “Gestori di Pacchetti”. Attualmente oltre a risolvere le dipendenze i gestori di pacchetti provvedono alla ricerca del software, al download, all’installazione e alla configurazione. Attualmente l’utente finale deve solo scegliere il programma che più preferisce, attendere il download, la configurazione ed utilizzare il software. Lo stesso gestore si occupa di rimuovere i programmi, di mantenere aggiornato il sistema, occuparsi dell’upgrade di versione della distribuzione (ad es. Ubuntu), di aggiornare i driver, ecc., mantenendo sempre pulito e stabile il sistema anche dopo anni e anni di installazione e rimozione del software.




Da qualche giorno Dell (il secondo distributore al mondo di computer), difronte alle migliaia di richieste dei suoi utenti ha dovuto fare delle scelte che di certo non faranno piacere a Bill Gates. Come prima cosa ha reintrodotto Windows XP al posto di Vista (che riesce a vendere solo nella categoria Consumer) e poi con l’annuncio che venderà i propri computer con Linux Ubuntu già preinstallato… More »


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