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> <channel><title>Arturu.it &#187; wimax</title> <atom:link href="http://www.arturu.it/blog/tag/wimax/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.arturu.it/blog</link> <description>Web 3.0? premi f11, poi f5 e poi sorridi...</description> <lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 22:17:10 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Wireless, wi-fi, wi-max&#8230; Ma ancora viaggio con l&#8217;ISDN&#8230;</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/10/08/wireless-wi-fi-wi-max-ma-ancora-viaggio-con-lisdn/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/10/08/wireless-wi-fi-wi-max-ma-ancora-viaggio-con-lisdn/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Oct 2010 21:52:05 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Reti]]></category> <category><![CDATA[internet]]></category> <category><![CDATA[normativa]]></category> <category><![CDATA[wi-fi]]></category> <category><![CDATA[wimax]]></category> <category><![CDATA[wireless]]></category> <guid
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href="http://www.arturu.it/blog/category/reti/" title="Reti">Reti</a></p>Ultimamente nel panorama politico italiano si ritorna a discutere di connettività senza fili, tema a me molto caro che i miei lettori conoscono bene perché molto spesso me ne esco con questa tematica. In passato ho parlato di come il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/reti/" title="Reti">Reti</a></p><p><a
href="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/tux_scorpione.jpg"><img
class="alignleft size-full wp-image-575" title="tux_scorpione" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/tux_scorpione.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Ultimamente nel panorama politico italiano si ritorna a discutere di connettività senza fili, tema a me molto caro che i miei lettori conoscono bene perché molto spesso me ne esco con questa tematica. In passato ho parlato di come il <a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-la-arivoluzione-democratica/">Wi-Max</a> italiano sarebbe miseramente fallito a causa di scelte governative poco intelligenti, tecnologia che in altri paesi come il Giappone permette di collegarsi a fino a 200 Mbit/s con un raggio massimo di 50 Km dalla stazione (<a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-la-arivoluzione-democratica/">Articolo 1</a>, <a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-come-andata-a-finire/">Articolo 2</a>).</p><p><span
id="more-691"></span><a
href="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/wimax.jpg"><img
class="alignright size-full wp-image-595" title="wimax" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/wimax.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Da qualche giorno il dibattito politico si è spostato sull&#8217;abrogazione dell&#8217;articolo 7 del decreto Pisanu (155/2005). L&#8217;articolo obbligava i gestori di tutti gli esercizi pubblici (internet point, bar,  biblioteche, università…) che offrivano la connessione Internet alla  richiesta di una speciale licenza al questore, nonché  all’identificazione degli utenti tramite documento di identità. Il Decreto, tra le varie disposizioni si proponeva di impedire  a dei terroristi di collegarsi alla Rete senza essere identificati, in realtà si è trasformato in un muro alla diffusione della nascente (si fa per dire) tecnologia Wi-Max in Italia. L&#8217;aspetto più grave è che questa disposizione si è dimostrata <strong>totalmente inutile,</strong> in quanto le attenzioni di molti &#8220;criminali&#8221; si sono rivolte verso gli access-point wireless dei privati (il più delle volte installati da utenti poco esperti), i &#8220;punti wireless&#8221; dei privati sono facilmente violabili <a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/16/cracking-wep-128bit-in-60-secondi/">consentendo l&#8217;accesso</a> in totale anonimato a chiunque, anzi, sotto l&#8217;identità del povero malcapitato (<a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/09/16/cracking-wep-128bit-in-60-secondi/">Articolo 1</a>, <a
href="http://www.arturu.it/blog/2009/10/21/cracking-di-reti-wi-fi/">Articolo 2</a>). Si è costruito così un falso senso di sicurezza. Siamo sicuri che nessuna rete wi-fi è stata mai violata da un &#8220;Terrorista&#8221;?! non lo sapremo mai perché tutti si sentivano sicuri e non si è indagato su questo. Forse era più saggio monitorare gli accessi anonimi con delle parole chiave tipo &#8220;bomba,innesco,c4,ecc&#8221;, si è preferito alzare il tappeto e buttare la polvere sotto&#8230;</p><blockquote><p>Da <a
href="http://daily.wired.it/news/politica/wi-fi-libero-tutt-accordo-roberto-cassinelli-spiega-la-posizione-del-pdl.html">wired.it</a>:</p><p>L&#8217;intenzione di Linda Lanzillotta, Paolo Gentiloni e Luca Barbareschi era quella di <a
href="http://daily.wired.it/news/politica/wi-fi-abolizione-del-decreto-pisanu-sono-iniziate-le-discussioni.html" target="_blank"><strong>riaccendere i riflettori politici e istituzionali sul problema del wi-fi</strong></a>, il primo passo è fatto. La proposta dei tre, che mette d&#8217;accordo opposizioni e Futuro e Libertà, ha infatti trovato <strong>sostegno praticamente incondizionato alla Camera</strong> e l&#8217;ipotesi che la connessione senza fili possa proliferare indisturbata prima di Natale si fa sempre più concreta. A favore dell&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 7 del Decreto Pisanu del 2005 si è schierata anche l&#8217;<strong>Udc</strong>, attraverso la sottoscrizione della proposta da parte di Roberto Raho. Pareri favorevoli sono arrivati anche da parte della <strong>Lega Nord</strong> e del<strong> Pdl</strong>, con una netta <a
href="http://www.clubdellaliberta.it/index.php?pagina=articolo&amp;idarticolo=1901" target="_blank"><strong>presa di posizione del Club della libertà</strong></a>. La sensibilità dell&#8217;<strong>Idv</strong> è inoltre manifesta da tempo. Quindi, se la matematica non è  un&#8217;opinione e non essendo necessario mettersi a contare con calcolatrici  o pallottolieri di sorta, <strong>la maggioranza c&#8217;è ed è schiacciante</strong> e l&#8217;intenzione di mettere mano al regola che prevede che chiunque si  colleghi a Internet da una connessione pubblica debba essere  identificato con un documento d&#8217;identità non è in discussione.</p></blockquote><p>Anche se ci sono tutte le intenzioni di liberalizzare gli accessi alle wi-fi in Italia non succederà mai. Questo lo dico <em>in tempi non sospetti</em> con un 99% di certezza. Se ci fossero reti wireless veramente libere tutti i gestori mobili non avrebbero più ragion d&#8217;esistere, basta avere uno smartphone con il supporto wi-fi, un laptop, un iphone, ipad, iqualcosaltro e si è tutti interconnessi, la telefonata come l&#8217;sms diventerebbero <strong>preistoria</strong>!!!</p><p>In Italia, mentre noi ci preoccupiamo di liberalizzare l&#8217;accesso alle wi-fi gli altri paesi <a
href="http://punto-informatico.it/3004189/PI/News/wimax-contro-lte-numeri-opinioni.aspx">sperimentano il Wi-Max</a> da <strong>330 MEGABIT</strong> e le <a
href="http://punto-informatico.it/2813224/PI/News/wimax-alla-riscossa-ma-lte-insegue.aspx">connessioni LTE</a> &#8230; io viaggio ancora con l&#8217;ISDN a <strong>64kilobit</strong>, e non sono il solo&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/10/08/wireless-wi-fi-wi-max-ma-ancora-viaggio-con-lisdn/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Wi-Max com&#8217;è andata a finire..</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-come-andata-a-finire/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-come-andata-a-finire/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:23:26 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Mercato]]></category> <category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category> <category><![CDATA[Reti]]></category> <category><![CDATA[wi-fi]]></category> <category><![CDATA[wimax]]></category> <category><![CDATA[wireless]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=599</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/mercato/" title="Mercato">Mercato</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/pubblica-amministrazione/" title="Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/reti/" title="Reti">Reti</a></p>L&#8217;asta per asegnare le frequenze del WiMax è finita, si sono assegnate le frequenze e le aree di utilizzo, quindi il WiMax potrà partire e portare benefici per tutti! Dovrebbero essere tutti felici e contenti, nessuna contestazione, nessun muso lungo, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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class="alignleft size-full wp-image-35" title="amarok-alt" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/amarok-alt.png" alt="amarok-alt" width="128" height="128" />L&#8217;asta per asegnare le frequenze del WiMax è finita, si sono assegnate le frequenze e le aree di utilizzo, quindi il WiMax potrà partire e portare benefici per tutti! Dovrebbero essere tutti felici e contenti, nessuna contestazione, nessun muso lungo, ma purtroppo non è così. Perché questo? forse perché non si è mai contenti? per il gusto di contestare? oppure c&#8217;è qualcosa che non và&#8230; In questo articolo cercherò di affrontare il problema e andare a vedere perché alcuni si ostinano a contestare anche quando sembrerebbe tutto risolto.<span
id="more-599"></span></p><h4>La situazione italiana.</h4><p
align="justify">Le licenze per l&#8217;utilizzo delle frequenze sono state assegnate. I costi sono esorbitanti, in totale <strong>136.337.000</strong> di euro, un valore molto superiore a quello registrato negli altri paesi europei, + 176% sulla base d&#8217;asta. Molti temono, specialmente le associazioni consumatori che le spese folli per le licenze portino ad un costo elevatissimo del servizio come è già successo per l&#8217;UMTS, cioè che il servizio diventi costoso a fronte del proposito di superare il problema del digital divide italiano.</p><p
align="justify"><em>Una competizione vivace, che secondo il ministro delle TLC Paolo Gentiloni è &#8220;testimonianza sia dell&#8217;interesse per questa nuova tecnologia di <em>banda larga senza fili</em>, sia dell&#8217;impegno che le imprese vincitrici vorranno sostenere per far partire in Italia i servizi WiMax&#8221;. (si poteva fare benissimo statale, come avrebbero voluto molte regioni, provincie e comuni, ndr).</em></p><div><img
src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080230/30.jpg" border="0" alt="copertura AIRadsl e AFT" width="500" height="348" /></div><div><img
src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080230/31.jpg" border="0" alt="blocco B" width="500" height="350" /></div><div><img
src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080230/32.jpg" border="0" alt="blocco c" width="500" height="353" /></div><p
align="justify">Le frequenze assegnate, su cui si dovrà costruire le reti WiMax, sono da 3,4 a 3,6 GHz. Sono proprio queste bande di frequenze che generano molte discussioni e malcontenti.</p><h4>La questione delle frequenze</h4><p
align="justify">Per costruire una rete senza fili le frequenze che si scelgono per trasmettere i dati sono vitali. Detto semplicemente: <span
style="text-decoration: underline;">più</span> alta è la frequenza <span
style="text-decoration: underline;">meno</span> lontano andrà il segnale. In termini pratici: a 900 MHz (0,9 GHz) si riesce ad arrivare fino a 25 Km (in aree extraurbane) con i 1800 MHz (1,8 GHz, il famoso dualband) bisogna scendere a 6 Km. All&#8217;avvento dell&#8217;UMTS, HSDPA e simili si è scelta come frequenza i 2,1 GHz, questo ha fatto si che delle tecnologie molto superiori al GSM hanno delle prestazioni pessime sulla distanza e decenti vicino alla cella. All&#8217;epoca del lancio dell&#8217;UMTS le compagnie per migliorare le prestazioni furono costrette ad avvicinare ed aumentare il numero di celle, di consegueza aumentarono i costi. Per un approfondimento su questo tema è utile leggere <a
href="http://www.mvpnetwork.it/attualita/sitoriali/il-wimax-fa-schifo-se-non-si-conosce.html" target="_blank">questo articolo</a>. Visto cosa è successo con l&#8217;UMTS, l&#8217;HSDPA, ecc, non è servito d&#8217;esperienza, per il WiMax si è scelto comunque di utilizzare le frequenze molto alte che vanno da 3,4 a 3,6 GHz.</p><p
align="justify">Questo modo di procedere, dalla scelta delle frequenze alla messa all&#8217;asta delle frequenze, fa diventare il WiMax da molto economico e affidabile a molto costoso e poco perfomante. Chi costruirà le reti dovrà prima di tutto costruire altre celle (ripetitori e antenne per intenderdi) molto più vicine rispetto a quelle già presenti (quindi con tutte le problematiche del caso, vedasi tutti i permessi e resistenze dei cittadini a mettere nuove antenne vicino alle case) che faranno lievitare i costi. Secondo, le compagnie dovranno rientrare dei costi delle licenze, sempre se non venderanno a pezzetti le aree ad altre compagnie (è previsto dal bando di gara, se chi si aggiudica la gara non utilizzerà le frequenze dovrà rivendere a chi ne faccia richiesta) che faranno lievitare i costi.</p><p
align="justify">Sul problema delle frequenze è utile leggere <a
href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2233043" target="_blank">questo articolo</a> (vicenda) e <a
href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2234514" target="_blank">questo articolo</a> (per sapere come è andata a finire), la vicenda poteva servire da esperienza per l&#8217;Italia, ma non è stato così.</p><h4>In altri paesi che si fa? Funziona?</h4><p
align="justify">Alcuni paesi hanno più saggiamente scelto (a partire dall&#8217;UMTS, l&#8217;HSDPA, ecc.), frequenze molto più lunghe (basse). Queste scelte hanno portato dei vantaggi notevoli, in alcuni casi a prestazioni superiori alle aspettative come in Giappone.</p><p
align="justify">Negli USA si vorrebbe costruire una rete WiMax nazionale e coprire tutto il territorio degli Stati Uniti. Per questo ci sono stati degli investimenti di circa 2,7 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro) si pensa che si riuscirà a costruire la rete entro 12-24 mesi. Ma la cosa più importante è la frequenza che si adotterà: saranno i 700 MHz (0,7 GHz). Per approfondire leggere <a
href="http://punto-informatico.it/2235606/Telefonia/News/WiMax--S-igrave---mettiamoci-qualche-miliardo-di-dollari/p.aspx" target="_blank">questo articolo</a>.</p><p
align="justify">In Giappone, molto più avanzati, l&#8217;azienda <a
href="http://www.nttdocomo.com/" target="_blank">NTT DoCoMo</a> dal 2006 si sta attrezzando (terminerà nel 2009) ad incrementare le velocità dell&#8217;HSDPA e dell&#8217;HSUPA fino a 300 Mbit in download e 75 Mbit in upload, questa azienda utilizza come frequenza i 20 MHz (0,02 GHz), approfondimento su <a
href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2237023" target="_blank">questo articolo</a>.</p><h4>Conclusioni</h4><p
align="justify">Trarre delle conclusioni è facile.</p><p
align="justify"><span
style="text-decoration: underline;">L&#8217;utilità e l&#8217;economicità di una tecnologia dipende da chi decide e amministra.</span></p><p
align="justify">Ciao, Arturu.it</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-come-andata-a-finire/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Wi-MAX: l(&#8216;)a (a)rivoluzione democratica</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-la-arivoluzione-democratica/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-la-arivoluzione-democratica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:15:18 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Mercato]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category> <category><![CDATA[Reti]]></category> <category><![CDATA[wi-fi]]></category> <category><![CDATA[wimax]]></category> <category><![CDATA[wireless]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=591</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/reti/" title="Reti">Reti</a></p>Oggi si parla di reti senza fili: Wi-Max (tecnologia esistente dal 2002). Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il modo di comunicare ma sta diventanto (come al solito) la gallina d&#8217;oro per i soliti operatori delle telecomunicazioni. Questa è in parole povere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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class="alignleft size-full wp-image-321" title="network_local3" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/network_local3.png" alt="network_local3" width="128" height="128" />Oggi si parla di reti senza fili: Wi-Max (tecnologia esistente dal 2002). Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il modo di comunicare ma sta diventanto (come al solito) la gallina d&#8217;oro per i soliti operatori delle telecomunicazioni. Questa è in parole povere l&#8217;evoluzione delle reti wireless (Wi-fi). In più, è una tecnologia che con un costo irrisorio (intorno ai 1000 euro ogni 7850 km<sup>2</sup>) permette di collegare ad internet qualsiasi persona munita di computer, PDA, Smartphone e cellulare con velocità a partire da 1 Mbit/s fino a 70 Mbit/s. In questo articolo cercherò, nel limite delle mie capacità mentali, di affrontare questo problema controverso&#8230;</p><p><span
id="more-591"></span></p><p><em><img
class="alignleft size-full wp-image-595" title="wimax" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/wimax.jpg" alt="wimax" width="300" height="210" />WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d&#8217;accesso a banda larga, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo. La possibilità di essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalle caratteristiche geografiche (si possono utilizzare sistemi WiMAX, in tutti gli ambienti, dall’urbano al rurale), rende WiMAX competitivo sul mercato per ogni tipo di utenza (dall’azienda all&#8217;utente singolo). WiMAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande &#8220;non licenziate&#8221; (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. Secondo i proponenti di WiMAX questa ampiezza di banda è sufficiente per supportare simultaneamente almeno 40 aziende con connettività di tipo T1 e 70 abitazioni con connettività al livello DSL da 1 Mbit/s.</em> (Definizione tratta da Wikipedia, per approfondire <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX" target="_blank">clicca qui</a>).</p><h3>2. In Italia che succede&#8230;?</h3><p
align="justify">Per rendere operativa una rete WiMAX sono essenziali le frequenze radio su cui far transitare il segnale. In Italia fino a qualche tempo fà, queste frequenze, erano utilizzate dal Ministero della Difesa. Di recente, il Ministero, ha migrato le comunicazioni su altre frequenze con la seguente motivazione: <em><a
href="http://www.comunicazioni.it/approfondimenti/pagina18.html" target="_blank">un contributo all&#8217;eliminazione del DIGITAL-DIVIDE nel Bel Paese</a>, la creazione di un&#8217;alternativa al terrestre per quanto riguarda la connettività, la risoluzione della copertura dell&#8217;ultimo miglio</em>, ecc., ecc. &#8230; bla, bla, bla &#8230; e paroloni vari&#8230;</p><h4>2.1 Potenzialità&#8230;</h4><p
align="justify">Wooow!!! Bellissima iniziativa!!! Dunque ogni comune con 1000 euro (100 più, 100 meno) ogni 50 km può installare una bella antenna e condividere la connessione, così facendo si riuscirebbe a coprire l&#8217;intero territorio italiano con una bella rete pubblica. I vantaggi potrebbero essere molteplici: connessione per tutti i computer della nazione, connessione di tutti i dispositivi mobili. Con un solo investimento (quasi irrisorio) si <strong>riducono di circa il 90% il costo</strong> delle connessioni ad internet e si <strong>azzerano</strong> i costi delle telefonate sia per la Pubblica Amministrazione che per i cittadini. Per chi non fosse a conoscenza: su qualsiasi computer connesso ad internet si possono usare i programmi di VoIP (il più famoso è Skype) per far transitare attraverso internet le telefonate, la stessa cosa si può fare con un portatile, PDA e Smartphone; ultimamente esistono alcuni cellulari (io conosco quello della <a
href="http://www.macitynet.it/macprof/aA23865/index.shtml" target="_blank">Nokia</a> di qualche anno fa, intanto ne sono nati altri) che possono aggangiarsi alle reti wireless e con skype installato si può chiamare gratis un altro dispositivo connesso ad internet (in tutto il globo). C&#8217;è una nazione vicino a noi che è riuscita a realizzare tutto questo: la macedonia (per approfondimenti cliccare <a
href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1351175" target="_blank">qui</a> e <a
href="http://blog.iltuoweb.net/2005/12/07/la-macedonia-verso-lopen-source.html" target="_blank">qui</a>).</p><h4>2.2 Dalla fantasia alla realtà&#8230;</h4><p>Ritorniamo in Italia, ops, alla realtà&#8230;</p><p
align="justify">In Italia si è deciso di dividere in territorio in grandi maxi-aree e mettere all&#8217;asta le relative frequenze a cui si può partecipare soltando avendo dei requisiti particolari (<a
href="http://www.comunicazioni.it/ministero/ufficio_stampa/comunicati_stampa/pagina111.html" target="_blank">bando</a>). Tutto questo procedere sembra in netto contrasto con quanto, anche a livello Comunitario, sia stato sempre espresso come <em><span
style="text-decoration: underline;">diritto  					d&#8217;accesso alla tecnologia</span></em> da parte dei cittadini, ispiratore di varie direttive EU in ambito ICT a far capo dalla nota <em>direttiva  					quadro</em> del Parlamento Europeo e del Consiglio, n. 2002/21/CE del 7 marzo 2002, che <em>&#8220;istituisce un quadro normativo comune  					per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica&#8221;</em> (<a
href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/l24216a.htm" target="_blank">leggi</a>) e ribadito nei vari titoli  					del capitolo <em>&#8220;Società dell&#8217;Informazione&#8221;</em>, (<a
href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/s21012.htm#APPROCHE" target="_blank">leggi</a>).</p><p
align="justify">Su questa decisione hanno protestato in molti, comprese alcune provincie e comuni (<a
href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/gara-wimax/polemiche-bando/polemiche-bando.html" target="_blank">come quello di genova</a>):</p><p
align="justify"><em>Il punto è che questa promettente tecnologia banda larga senza fili è stata attesa per due anni, da vari soggetti, pubblici e privati; e ora che finalmente sta per essere lanciata si scontra con le aspettative di molti. Ognuno aveva fatto piani per utilizzarla ai propri scopi. &#8220;Noi avremmo voluto usare il WiMax per creare una rete cittadina a Genova, con servizi pubblici innovativi&#8221;, spiega a </em><em>Repubblica.it Francesco Bollorino, consulente del Comune di Genova per il progetto Città Digitale. Il problema? &#8220;Per realizzare il nostro sogno saremmo costretti a concorrere con gli operatori, nell&#8217;asta prevista dal bando, per ottenere una licenza WiMax&#8221;, spiega Bollorino. &#8220;E con le risorse finanziarie di una pubblica amministrazione è cosa molto improbabile riuscire nell&#8217;intento. Tra l&#8217;altro non c&#8217;è nemmeno una licenza che vada bene per noi. Le licenze all&#8217;asta sono regionali o riguardano più regioni accorpate. Non ce ne sono per singole province&#8221;. </em></p><p
align="justify">Queste licenze fanno talmente gola che anche aziende come la <a
href="http://www.wimax-italia.it/2007/07/20/rai-way-pensa-gia-al-wimax/" target="_blank">rai</a> e <a
href="http://www.wimax-italia.it/2008/02/05/mediaset-punta-al-wimax/" target="_blank">mediaset</a> si accapigliano, visti i costi/profitti&#8230; Un elenco dei concorrenti si può trovare <a
href="http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/comunicati_stampa/elenco_offerte_iniziali_wimax2.pdf" target="_blank">qui in pdf</a>.</p><h4>2.3 Perchè le aste per il WiMAX sono la scelta peggiore per il cittadino&#8230;?</h4><p
align="justify">Questa situazione si era presentata con la tecnologia UMTS. Tutti sappiamo come è andata a finire: una tecnologia di gran lunga superiore al GPRS e più economica; ma quante sono le persone che la sfruttano? magari solo per videotelefonare&#8230;</p><p
style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Nonostante il fatto che le aste siano una idea palesemente sbagliata, è stata intrapresa ugualmente questa strada per assegnare le frequenze del Wi-MAX. Il motivo è ovvio: se si liberalizzasse l&#8217;accesso alle frequenze del Wi-MAX, chiunque, con pochi soldi, potrebbe fare concorrenza alle grandi aziende che operano nel settore della telefonia e che usano lo standard UMTS. Queste aziende hanno pagato decine di milioni di euro per avere quelle frequenze e non vogliono certo vedersi rubare il mercato dai primi arrivati. A questo punto, è chiaro che gli interessi di queste aziende sono palesemente in contrasto con gli interessi della comunità e dei consumatori.</p><p
style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Tutte le aziende vincitrici non avranno nessun interesse ad introdurre subito nel mercato la nuova tecnologia, prima dovranno sfruttare l&#8217;UMTS e l&#8217;HSPA, poi introdurranno piano piano il WiMAX a caro prezzo (dopo averlo blindato logicamente).</p><p
style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Nessuno potrà ccostruirsi la propria rete senza fili WiMAX, come oggi succede per il wi-fi, in quanto trasmettere su quelle frequenze sarà un reato.</p><p
align="justify">Nel caso particolare del WI-MAX, non stiamo parlando di tecnologie il cui costo in termini di infrastruttura sia molto elevato o riconducibile ad altre tipologie di servizi mobili anche di ultima generazione, ma di una SOLUZIONE DI INTERNETWORKING BEN DIFFERENTE, in grado di coprire molti aspetti e molti usi rispetto alle attuali soluzioni di connettività e servizi mobili e fissi ed il cui costo in configurazione ad uso personale rientra nei parametri di un investimento &#8220;casalingo&#8221; (poche centinaia di Euro), nonchè in quelli poco più elevati di un&#8217;attività amatoriale – quale potrebbe essere quella di un&#8217;associazione radioamatoriale – per un&#8217;installazione in grado di servire alcune decine di utenti.<br
/> Non sembra quindi giustificato un approccio anteponente il permesso dello sfruttamento commerciale a vantaggio degli operatori del settore – con conseguente chiusura dello spettro radio interessato &#8211; all&#8217;uso privato SENZA SCOPO DI LUCRO a favore dei singoli cittadini italiani ed europei delle medesime frequenze e tecnologie.<br
/> In tal modo si verificherebbe di fatto una DISCRIMINAZIONE di TECNOLOGIA ai danni dei cittadini e consumatori, poichè diverrebbe di fatto impossibile o molto difficile utilizzare il WI-MAX in regime libero a fronte di un&#8217;assegnazione dell&#8217;intero spettro frequenze (o della maggior parte di esso), a fini commerciali; verrebbe cancellata quindi la possibilità per chiunque di utilizzare in maniera AUTONOMA e LIBERA le apparecchiature STANDARD atte a realizzare le reti in questione, il cui commercio e diffusione sono invece mondialmente permessi (e riconosciuti anche in territorio Europeo). Una tale DISCRIMINAZIONE TECNOLOGICA sarebbe in contrasto con i principi cardine contenuti nell&#8217;emanazioni Comunitarie del settore <em>&#8220;Società  					dell&#8217;informazione&#8221;</em> sopracitata, cap. <em>Verso un nuovo quadro per l&#8217;infrastruttura delle comunicazioni elettroniche</em>, oltreché ben poco libertaria  					e democratica.</p><h3>3. Conclusioni&#8230;</h3><p
align="justify">Per concludere, come al solito non ci si capisce niente&#8230; Tutto ingarbugliato, quando in altri stati è stato semplice senza bandi e senza giochini politici. Comunque mi frullano in testa alcune domande:</p><div><ul><li>perché si è deciso di mettere all&#8217;asta le frequenze? Magari lo stato deve guadagnare&#8230;</li><li>ma non guadagnerebbe di più non pagando telefonate e la connettività? allora deve guadagnare un privato (per logica se non guadagna lo stato guadagna il privato)&#8230;</li><li>ma allora chi ci guadagna? bho&#8230;</li><li>avremmo vantaggi dal WiMAX commerciale? si, sicuramente costerà un pò meno dell&#8217;UMTS a parità di prestazioni, un pò più caro a prestazioni superiori, sicuramente spropositatamente più caro del costo reale (cioè pochissimo)&#8230;</li><li>negli altri stati con il WiMAX libero, quali sono i costi? in Macedonia si và da 15 a 19 euro mensili qualsiasi tipo di comunicazione: fisso, cellulare o internet 24h/24h&#8230;</li><li>Ma il digital-divide? resterà sempre, non serve che il popolo comunichi altrimenti diventa troppo informato ed è un pericolo&#8230;</li></ul></div><p
style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ciao Saluti&#8230;</p><p
style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ps. Chiunque voglia firmare la petizione si trova <a
href="http://www.wimaxlibero.org/" target="_blank">qui</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/wi-max-la-arivoluzione-democratica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
