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> <channel><title>Arturu.it &#187; Windows</title> <atom:link href="http://www.arturu.it/blog/tag/windows/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.arturu.it/blog</link> <description>Web 3.0? premi f11, poi f5 e poi sorridi...</description> <lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 22:17:10 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Non usate Internet Explorer</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:20:01 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category> <category><![CDATA[Internet Explorer]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=675</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p>In Francia e Germania le autorità diffondono una nota: non usate Internet Explorer. Alla base della vicenda c&#8217;è una vulnerabilità relativa a Internet Explorer versione 6 su sistema operativo Windows XP. Lo stesso problema di sicurezza starebbe alla base del [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/web/" title="Web">Web</a></p><p><span
style="text-align: justify;"><em><img
class="alignleft size-full wp-image-566" style="margin: 5px;" title="fallawin3" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/fallawin3.jpg" alt="fallawin3" width="122" height="122" />In Francia e Germania le autorità diffondono una nota: non usate Internet Explorer. Alla base della vicenda c&#8217;è una vulnerabilità relativa a Internet Explorer versione 6 su sistema operativo Windows XP. Lo stesso problema di sicurezza starebbe alla base del contenzioso tra Google governo cinese.</em></span></p><p><span
style="font-style: italic;">Il governo tedesco agli utenti: «Non usate Explorer»&#8221;,&#8221; Explorer, anche la Francia lancia l&#8217;allarme&#8221;</span>. Sono questi i titoli di alcuni dei principali quotidiani online dedicati a una vicenda che merita un minimo approfondimento. Riportiamo il calendario a qualche giorno fa e per rinfrescare la memoria segnaliamo <a
href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2359/google-spiata-dalla-cina-usando-un-buco-di-explorer_index.html" target="_blank">questo</a> link dedicato alla vicenda in cui Google e Governo cinese si trovano a confrontarsi. Google ha  rilevato alcune violazioni dei propri sistemi informatici notando accessi indesiderati ad alcuni account di posta elettronica: tali caselle email sarebbero per di più riconducibili ad alcuni attivisti cinesi per i diritti umani.</p><p><span
id="more-675"></span></p><p>Da Mountain View vengono chieste spiegazioni alle autorità cinesi con la minaccia da parte di Google di sospendere ogni attività in Cina: Google parrebbe disposta a rinunciare alle enormi opportunità di business legate ai forti tassi di crescita del mercato IT in Cina e all&#8217;elevato numero di utenti potenzialmente raggiungibile. Per il momento il governo cinese non ha dato importanti riscontri, e pure le autorità americane si sono fatte avanti per far chiarezza sull&#8217;accaduto: oltre a Google ci sarebbero altre 30 aziende fatte oggetto di attacchi informatici provenienti dalla Cina. La vicenda è ancora tutta da chiarire nei suoi dettagli e, forse, ai giornali giungerà solo una parte di tali informazioni.</p><p>Questi appena descritti sono in estrema sintesi i fatti di cronaca a cui però si deve aggiungere un dettaglio essenziale e importante per poter comprendere i titoli dei quotidiani citati in apertura. Stando a quanto identificato da molti esperti di sicurezza informatica, tra i quali i tecnici di <a
href="http://siblog.mcafee.com/cto/operation-%E2%80%9Caurora%E2%80%9D-hit-google-others/" target="_blank">McAfee</a>, alla base degli attacchi subiti da Google e dai già citati account Gmail vi sarebbe una vulnerabilità di alcune versioni datate di Internet Explorer.</p><p>Sarebbe proprio la vulnerabilità di Internet Explorer ad aver scatenato un putiferio in Europa tanto da indurre il Bundesamt fuer Sicherheit in der Informationstechnik &#8211; l&#8217;Ufficio Federale responsabile per la sicurezza informatica &#8211; a diffondere un comunicato nel quale invita a non usare Internet Explorer senza se e senza ma. Anche disattivando ActiveX e impostando il più alto livello di sicurezza Internet Explorer nelle versioni 6, 7 e 8 viene definito insicuro da BSI e gli utenti sono invitati a utilizzare browser alternativi.</p><p
style="text-align: center;"><img
style="width: 590px; height: 296px;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/certa1.gif" alt="" /></p><p>Alla presa di posizione delle autorità tedesche fa eco un&#8217;analoga dichiarazione del CERTA (Centre d&#8217;Expertise Gouvernemental de Réponse et de Traitement des Attaques informatique) francese. Il messaggio è in sostanza il medesimo: utilizzate un browser alternativo.</p><p>A tutte queste dichiarazioni si contrappongono altre prese di posizione non così convinte della pericolosità di Internet Explorer, o meglio non convinte che altre alternative possano offrire condizioni di utilizzo veramente sicure all&#8217;utente finale. Sophos prende chiaramente posizione a fianco di <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_index.html#" target="_blank">Microsoft</a> e nel blog di Graham Cluley &#8211; senior technology consultant &#8211; si legge:</p><div
style="margin-left: 40px;"><span
style="font-style: italic;">“Sembra che i governi europei facciano a gara a mettere in guardia gli utenti e gli enti pubblici contro i pericoli di Internet Explorer, invitandoli a non utilizzare questo strumento fino a quando Microsoft non avrà risolto i problemi di sicurezza ma non bisogna agire in modo avventato! Spingere gli utenti ad abbandonare Internet Explorer può essere rischioso in quanto non tutti sono a proprio agio nell’utilizzare altri browser e potrebbero dunque riscontrare dei problemi nel supporto, soprattutto in considerazione del fatto che alcune applicazioni web-based non funzionano adeguatamente senza Internet Explorer. Cambiare browser ha senso solo se l’utente ha una buona conoscenza del nuovo strumento prescelto. Questo è il classico caso in cui potrebbe essere meglio non lasciare la strada vecchia per quella nuova, a meno di non conoscere perfettamente l’alternativa che si è deciso di seguire”. </span></div><p>Ora, in un contraddittorio è lecito dare la parola all&#8217;accusa &#8211; e lo abbiamo fatto indicando gli annunci fatti dalle autorità francesi e tedesche &#8211; ma anche alla difesa, e lo facciamo segnalandovi questo breve video diffuso poche ore fa da Microsoft Italia.</p><p
style="text-align: center;"><object
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style="text-align: center;"><a
href="http://vimeo.com/8813503">Internet Explorer -</a></p><p>Il video per ovvie ragioni non scende troppo nel dettaglio ma da parte Microsoft vengono citate ulteriori <a
href="http://blogs.technet.com/msrc/" target="_blank">fonti</a> di approfondimento. Cerchiamo ora di capire meglio il problema relativo a Internet Explorer e alla vicenda nel suo complesso per poi valutare in maniera autonoma l&#8217;accaduto.</p><p>Dalle caratteristiche pubblicate per sfruttare la vulnerabilità di Internet Explorer 6 &#8211; Microsoft indica solo questa versione affetta dalla vulnerabilità in oggetto- gli utenti che hanno subito un attacco sono stati indotti a visitare una particolare pagina web appositamente creata. Nel caso specifico potrebbe essere stata usata una email, insomma Microsoft sottolinea la natura mirata degli attacchi ai singoli utenti e non all&#8217;infrastruttura di Google.</p><p>A ciò nella ricostruzione di Redmond viene fatto notare un dato di fatto non trascurabile: la vulnerabilità è sfruttabile su sistema operativo <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_2.html#" target="_blank">Microsoft Windows XP</a> e con Internet Explorer versione 6. Microsoft sottolinea come entrambi i prodotti siano vetusti &#8211; vengono definiti paleolitici dal<a
href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/archive/2010/01/18/chiarimenti-sulle-modalit-di-attacco-del-recente-security-advisory-su-ie.aspx" target="_blank"> blog</a> di Feliciano Intini &#8211; sottolineando come oggi sia disponibile Windows 7 e Internet Explorer 8. Per la versione del browser ci sentiamo di condividere la posizione di Microsoft mentre per quanto riguarda il sistema operativo è inutile sottolineare quanto Windows XP sia tutt&#8217;oggi diffuso, soprattutto in molte aziende. Per Microsoft pare non esserci alcun allarme straordinario, anzi i vari esponenti approfittano della situazione per sensibilizzare su un aspetto fondamentale per la sicurezza: l&#8217;aggiornamento del software e del sistema operativo.</p><p>Un dettaglio però non ci tornava e abbiamo voluto chiedere diretto riscontro a Feliciano Intini -chief security advisor di Microsoft Italia -. Nelle note delle autorità tedesche e francesi vengono indicati come potenzialmente vulnerabili anche Internet Explorer 7 e 8, mentre dalle informazioni diffuse da Microsoft il problema parrebbe limitato alla sola versione 6 in abbinamento a Windows XP. Inutile sottolineare che su molti altri articoli pubblicati non venga nemmeno indicata la versione di Internet Explorer. Questa omissione farebbe quindi supporre che tutti gli utenti abituati all&#8217;uso di tale software siano in pericolo.</p><p>Siamo quindi andati alla fonte rivolgendo il quesito all&#8217;esperto di Microsoft. La situazione più pericolosa si concretizza su PC dotati di sistemi operativi Microsoft Windows XP in abbinamento Internet Explorer versione 6. La stessa vulnerabilità è presente in Internet Explorer 7 e 8 ma con sistema operativo più recente preoccupa di meno se l&#8217;utente abilità la modalità IE Protected Mode e DEP. Al momento è nota l&#8217;esistenza di attacchi a sistemi dotati di Internet Explorer 6 e Windows XP e pare più complicato sfruttare le medesime vulnerabilità su sistemi più aggiornati. Detto ciò, e Microsoft stessa lo ammette, il problema va risolto e anche in fretta.</p><p>Nell&#8217;apertura di questo articolo abbiamo descritto una situazione molto seria e problematica, soprattutto in relazione alla diffusione di Internet Explorer e al potenziale bacino di utenti a rischio. Nell&#8217;analisi dei fatti il tutto risulta più limitato e circostanziato. Sia chiaro: la vulnerabilità in Internet Explorer 6 rimane e al momento è meno preoccupante nelle versioni 7 e 8, andrà risolta magari senza aspettare il prossimo patch day.</p><p>Stando alle attuali informazioni disponibili e in attesa di eventuali sviluppi,  la sitazione diviene pericolosa in un contesto nel quale l&#8217;utente o chi per esso non sia in grado di gestire correttamente il proprio sistema omettendo poche e semplici abitudini che ormai da anni descriviamo: software e sistema operativo aggiornato con le ultime patch in abbinamento a suite per la sicurezza completa (il solo <a
style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_2.html#" target="_blank">antivirus</a> potrebbe non bastare!), magari non sviluppata da Microsoft ma da terze parti in virtù di una maggiore possibilità di scelta.</p><p>In apertura abbiamo citato enti francesi e tedeschi e pare doveroso segnalare il punto di vista del CERT-SPC -unità di prevenzione e gestione degli incidenti informatici del Sistema Pubblico di Connettività &#8211; italiano che in una nota diffusa <a
href="http://www.cert-spc.it/index.php/bollettini/notiziari/333-vulnerabilita-su-internet-explorer-al-sicuro-gli-utenti-della-versione-8" target="_blank">qui</a> riporta:</p><blockquote><p><em>In relazione alla vulnerabilità di tipo &#8220;zero-day&#8221; che interessa Internet Explorer già  osservata dal CERT-SPC dallo scorso 15 Gennaio ed illustrata nella sezione bollettini, si rappresenta che in ambito SPC al momento non sono stati segnalati incidenti riconducibili alla stessa.  Si evidenzia però il rischio associato alla possibilità di sfruttare tale vulnerabilità in associazione ad iniziative di spam, ai risultati proposti  dai motori di ricerca ed ai collegamenti presenti sui social network, inerenti eventi di particolare ed attuale interesse collettivo, quali il recente sisma  che ha devastato HAITI o all’attenzione mediatica sull’uscita del film AVATAR. Tali circostanze possono essere utilizzate dagli attaccanti per indurre gli utenti a visitare pagine web appositamente realizzate per inoculare malware o la sfruttare anche questa vulnerabilità in Explorer.<br
/> &#8230;Microsoft, infine, in una nota preventivamente anticipata al CERT-SPC ha indicato anche l&#8217;ipotesi di un aggiornamento di sicurezza di tipo &#8220;OUT OF BAND&#8221; ovvero straordinario rispetto al normale ciclo di rilascio del software correttivo appena avvenuto per il mese di Gennaio. </em></p></blockquote><p><a
href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/2362/microsoft-internet-explorer-per-francia-e-germania-pericoloso_index.html" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/non-usate-internet-explorer/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Windows: un bug che dura da 17 anni</title><link>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:31:12 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[bug]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=672</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/hack/" title="Hacking">Hacking</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>In tutte le versioni ancora supportate di Windows esiste una vulnerabilità che, secondo il suo scopritore, se ne sta lì nascosta da almeno 17 anni. Nel frattempo BigM si industria per sanare IE. Mentre Microsoft è ancora impegnata nello sviluppo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-566" style="margin: 5px;" title="fallawin3" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/fallawin3.jpg" alt="fallawin3" width="122" height="122" />In tutte le versioni ancora supportate di Windows esiste una vulnerabilità che, secondo il suo scopritore, se ne sta lì nascosta da almeno 17 anni. Nel frattempo BigM si industria per sanare IE.</p><p>Mentre Microsoft è ancora impegnata nello sviluppo di una patch per Internet Explorer che risolva <a
href="http://punto-informatico.it/2788034/PI/News/google-bucata-via-internet-explorer.aspx" target="_blank">la falla</a> recentemente utilizzata negli attacchi a Google, un esperto di sicurezza ha divulgato i dettagli di una vulnerabilità apparentemente celata in Windows dalla &#8220;notte dei tempi&#8221;, ovvero dall&#8217;anno 1993. Ad esserne interessate sarebbero tutte le versioni a 32 bit di Windows a partire da NT, inclusi XP, Server 2003, Vista, Server 2009 e 7.</p><p><span
id="more-672"></span><a
href="http://taviso.decsystem.org/" target="_blank">Tavis Ormandy</a>, scopritore della falla e information security engineer presso Google, spiega in <a
href="http://archives.neohapsis.com/archives/fulldisclosure/2010-01/0346.html" target="_blank">questo advisory</a> che il problema è legato alla <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_DOS_Machine" target="_blank">Virtual DOS Machine</a>, e può essere sfruttato per iniettare del codice direttamente nel kernel di Windows: questo potrebbe consentire a un aggressore o a un malware di prendere il controllo delle aree più &#8220;sensibili&#8221; e protette del sistema, e installare ad esempio key logger o rootkit.</p><p><em>The Register</em> <a
href="http://www.theregister.co.uk/2010/01/19/microsoft_escalation_bug/" target="_blank">riporta</a> che la società <a
href="http://www.immunitysec.com/" target="_blank">Immunity</a> di Miami ha già aggiunto l&#8217;exploit della vulnerabilità al proprio software di auditing indirizzato ai professionisti della sicurezza. La società afferma che l&#8217;exploit è stato testato con successo su tutte le versioni di Windows ad eccezione della 3.1.</p><p>In attesa che Microsoft rilasci una patch, Ormandy afferma che è possibile proteggersi della debolezza disattivando i sottosistemi MSDOS e WOWEXEC di Windows: per farlo è necessario modificare alcune voci di registro così come spiegato in <a
href="http://support.microsoft.com/default.aspx/kb/220159" target="_blank">questo articolo</a> del supporto tecnico di Microsoft. Va rimarcato che disattivando questi due componenti si perde la compatibilità con i vecchi programmi a 16 bit (quelli per DOS e Windows 3.1), ma per la stragrande maggioranza degli utenti questo non dovrebbe essere un problema.</p><p>Ormandy sostiene di aver segnalato il bug a Microsoft nel giugno del 2009, tenendone nel frattempo segreti i dettagli: non avendo ricevuto da BigM alcuna risposta, e avendo constatato che il baco è ancora aperto, negli scorsi giorni si è deciso a rendere il problema di pubblico dominio insieme a un exploit dimostrativo.</p><p>Contattata da <em>The Register</em>, Microsoft ha fatto sapere, per bocca di un suo portavoce, di stare vagliando l&#8217;advisory di Ormandy e di non essere a conoscenza di attacchi che sfruttino questa vulnerabilità.</p><p>Ieri il big di Redmond <a
href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/archive/2010/01/19/security-advisory-979352-su-ie-preavviso-di-rilascio-straordinario-oob.aspx" target="_blank">ha anche annunciato</a> che la recente falla di Internet Explorer verrà corretta appena possibile, e al di fuori del suo ordinario ciclo di pubblicazione dei bollettini di sicurezza. Sui rischi e la portata di tale vulnerabilità Microsoft Italia <a
href="http://punto-informatico.it/2789511/PI/News/vulnerabilita-ie-microsoft-rassicura.aspx" target="_blank">ha recentemente minimizzato</a>.</p><p>&#8220;Pur non essendo mutato in modo significativo lo scenario di rischio (nel senso che gli attacchi noti sono rimasti quelli mirati e circoscritti, ed efficaci solo su sistemi con IE6), il clamore mediatico e la confusione da parte dei clienti che ne è derivata (vedi dubbi tra versioni impattate dalla vulnerabilità &#8211; praticamente tutte &#8211; e quella seriamente impattate da eventuali attacchi intrusivi &#8211; solo IE6), anche relativamente alle contromisure temporanee di difesa (vedi abilitazione del DEP), hanno spinto verso la decisione di un rilascio in modalità Out-of-band (OOB)&#8221; ha scritto ieri Feliciano Intini, chief security advisor di Microsoft Italia, sul suo blog.</p><p><a
href="http://punto-informatico.it/2790858/PI/News/windows-si-puo-bucare-via-dos.aspx" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2010/01/22/windows-un-bug-che-dura-da-17-anni/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Windows: schermata nera della morte</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/12/04/windows-schermata-nera-della-morte/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/12/04/windows-schermata-nera-della-morte/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:38:04 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[bug]]></category> <category><![CDATA[vista]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <category><![CDATA[xp]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=666</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>L&#8217;ultimo aggiornamento rilasciato da Microsoft per ovviare a problemi di sicurezza potrebbe causare all&#8217;utente finale problemi ben più seri, secondo quanto riportato da Pc World. In molti casi, infatti, l&#8217;installazione dell&#8217;aggiornamento causerebbe un diffuso problema di schermo nero che rende [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p><p>L&#8217;ultimo aggiornamento rilasciato da Microsoft per ovviare a problemi di sicurezza potrebbe causare all&#8217;utente finale problemi ben più seri, secondo quanto riportato da <a
href="http://www.pcworld.com/article/183335/" target="_blank">Pc World</a>. In molti casi, infatti, l&#8217;installazione dell&#8217;aggiornamento causerebbe un diffuso problema di schermo nero che rende il PC inutilizzabile.</p><p>Secondo quanto affermato da Mel Morris, CEO e CTO di Prevx, una società inglese specializzata in sicurezza, il problema colpirebbe in modo uguale Windows 7, Vista e XP.</p><p>Prevx aveva già ricevuto alcuni campanelli di allarme nel corso della passata settimana, attraverso alcune segnalazioni pervenute dagli utenti. Microsoft, avrebbe infatti, con l&#8217;ultimo aggiornamento, apportato dei cambiamenti all&#8217;Access Control List (ACL), una lista di permessi per gli utenti loggati. L&#8217;ACL interagisce con le chiavi di registro, creando alcuni componenti visibili sul desktop, come la sidebar. L&#8217;aggiornamento, a quanto pare, modifica in modo errato queste chiavi di registro, causando il problema che dà come risultato il simpatico schermo nero.</p><p><span
id="more-666"></span></p><p>Mel Morris è perentorio quando afferma: &#8220;if you&#8217;ve got this problem, it&#8217;s massively debilitating&#8221;, un problema c&#8217;è insomma e nemmeno di poco conto.</p><p>Prevx spiega nei dettagli <a
href="http://www.prevx.com/blog/140/Black-Screen-woes-could-affect-millions-on-Windows--Vista-and-XP.html" target="_blank">sul proprio blog </a>il problema che causerebbe l&#8217;ultimo aggiornamento di Microsoft che, lo ricordiamo, è stato distribuito dal 10 di Novembre per risolvere vulnerabilità in Windows, Windows Server, Excel e Word. Mel Morris offre inoltre, <a
href="http://info.prevx.com/download.asp?GRAB=blackscreenfix" target="_blank">a questo indirizzo</a>, una patch che potrebbe riuscire a risolvere il problema.</p><p><a
href="http://www.hwupgrade.it/news/sicurezza/black-screen-of-death-per-l-ultima-patch-di-microsoft_30934.html" target="_blank">Fonte</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/12/04/windows-schermata-nera-della-morte/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Exploit minaccia Vista e Windows 7</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/10/03/exploit-minaccia-vista-e-windows-7/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/10/03/exploit-minaccia-vista-e-windows-7/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Oct 2009 10:17:10 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Hacking]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Buffer over flow]]></category> <category><![CDATA[bug]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=640</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/microsoft/" title="Microsoft">Microsoft</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/news/" title="News">News</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>Un esperto di sicurezza ha pubblicato un exploit per una recente vulnerabilità di Windows Vista. Potrebbe essere utilizzato per eseguire del codice a distanza. Microsoft sta ultimando una patch Roma &#8211; A rendere più urgente la correzione di un recente [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-460" title="windows_users" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/windows_users.png" alt="windows_users" width="128" height="128" />Un esperto di sicurezza ha pubblicato un exploit per una recente vulnerabilità di Windows Vista. Potrebbe essere utilizzato per eseguire del codice a distanza. Microsoft sta ultimando una patch</p><p> Roma &#8211; A rendere più urgente la correzione di <a
href="http://punto-informatico.it/2705160/PI/News/sicurezza-caldo-settembre-microsoft.aspx" target="_blank">un recente bug di Windows</a> relativo al protocollo di rete Server Message Block (SMB) 2 è stata la divulgazione, negli scorsi giorni, di un nuovo exploit pubblico utilizzabile per eseguire codice sui PC in cui girano Windows Vista, Windows Server 2008 e le versioni di Windows 7 precedenti alla RTM.</p><p><span
id="more-640"></span>Ad allarmare gli esperti c&#8217;è il fatto che il nuovo exploit, scritto dal ricercatore Stephen Fewer di Harmony Security, è stato inserito in <a
href="http://trac.metasploit.com/browser/framework3/trunk/modules/exploits/windows/smb/smb2_negotiate_func_index.rb" target="_blank">Metasploit</a>, un toolkit open source per il penetration testing utilizzato di frequente anche per fini poco leciti.</p><p>Microsoft è a conoscenza del problema da circa un mese e sebbene non abbia ancora rilasciato una patch ha messo a disposizione degli utenti un workaround automatizzato: per applicarlo è sufficiente visitare <a
href="http://support.microsoft.com/kb/975497" target="_blank">questa pagina</a> e cliccare sul pulsante Fix it di sinistra, il quale provvede a disattivare SMB 2. Per riattivare questo componente, preferibilmente dopo aver applicato la relativa patch (in via di sviluppo), basterà cliccare sul pulsante Fix it di destra.</p><p>La falla, relativa all&#8217;implementazione del protocollo SMB 2, è stata scoperta lo scorso mese dall&#8217;esperto di sicurezza Laurent Gaffié, il quale pubblicò anche un exploit proof of concept: tale codice era però soltanto dimostrativo, e non poteva essere utilizzato direttamente per lanciare degli attacchi. Nonostante ciò, ai ricercatori di sicurezza non è occorso molto tempo per mettere a punto i primi exploit funzionanti: fino ad oggi il loro codice è circolato però soprattutto in forma privata, e poteva essere utilizzato solo per attacchi di denial of service.</p><p>Fewer sostiene che il suo exploit può essere utilizzato anche per l&#8217;esecuzione di codice a distanza, e per installare sui PC delle vittime backdoor o malware. L&#8217;efficacia del programma <a
href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/172739/pressure_on_microsoft_as_windows_attack_now_public.html" target="_blank">è stata però messa in dubbio</a> da Kostya Kortchinsky, ricercatore senior presso la società Immunity, il quale afferma di essere riuscito ad eseguire del codice per mezzo dell&#8217;exploit di Fewer esclusivamente all&#8217;interno di una macchina virtuale VMware: al di fuori dell&#8217;ambiente di virtualizzazione il codice di Fewer causerebbe soltanto il crash del sistema.</p><p>Microsoft dovrebbe correggere definitivamente la falla con il rilascio dei prossimi bollettini di sicurezza, previsti per il 13 ottobre.</p><p>Come si è detto, BigM ha già fornito una soluzione temporanea al problema servendosi di uno script Fix it, una forma di workaround introdotta circa sei mesi fa e, da allora, <a
href="http://hardware.silicon.com/desktops/0,39024645,39550668,00.htm" target="_blank">utilizzata in oltre 300 occasioni</a> per risolvere problemi, modificare le configurazioni di Windows o proteggere gli utenti da certi virus. Microsoft afferma che in oltre il 95% dei casi il pulsante Fix it &#8220;ha completamente risolto il problema&#8221;.</p><p><a
class="wpGallery" href="http://punto-informatico.it/2719089/PI/News/un-nuovo-exploit-minaccia-vista.aspx">Fonte Punto-Informatico</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/10/03/exploit-minaccia-vista-e-windows-7/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Microsoft &#8211; La notizia che non ti aspetti</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/microsoft-la-notizia-che-non-ti-aspetti/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/microsoft-la-notizia-che-non-ti-aspetti/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:34:28 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Mercato]]></category> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[Open Source]]></category> <category><![CDATA[OS]]></category> <category><![CDATA[formati]]></category> <category><![CDATA[OpenSource]]></category> <category><![CDATA[Software]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=611</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/open-source/" title="Open Source">Open Source</a><a
href="http://www.arturu.it/blog/category/os/" title="OS">OS</a></p>La Microsoft con il rilascio del secondo service pack (SP2) per Office 2007, adotterà nativamente il formato ODF (quello di Open Office per intendersi). Con questo aggiornamento gli utenti avranno la possibilità di impostare ODF in modo predefinito. Inizialmente, la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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class="alignleft size-full wp-image-460" title="windows_users" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/windows_users.png" alt="windows_users" width="128" height="128" />La Microsoft con il rilascio del secondo service pack (SP2) per Office 2007, adotterà nativamente il formato ODF (quello di Open Office per intendersi). Con questo aggiornamento gli utenti avranno la possibilità di impostare ODF in modo predefinito. Inizialmente, la notizia ha stupito tutti, in seguito ha sollevato un sacco di opinioni e pareri contrastanti.</p><h3>Riassunto delle puntate precedenti</h3><p
align="justify">Per chi non fosse del settore riassumo velocenmente cosa è successo in questi ultimi anni.<span
id="more-611"></span></p><div><ul><li>Fino a qualche anno fà Microsoft Office era la suite per l&#8217;ufficio predominante. Per il salvataggio dei documenti utilizza i formati proprietari della Microsoft (doc, xls, pps ecc., che non sono formati standard ISO), questo permette alla Microsoft di fare il bello e il cattivo tempo tagliando fuori tutte le persone e le aziende che non utilizzano Office.</li><li>Nasce OpenOffice.org che utilizza il formato ODF. Questo formato esisteva già da tempo ed era uno degli standard ISO XML. OpenOffice.org da la possibilità ai suoi utenti di elaborare i documenti di altre suite, compresa Microsoft Office.</li><li>Tutte le altre suite per l&#8217;ufficio a partire da Lotus della IBM passano ad ODF. L&#8217;unica suite a non supportare ODF rimane Microsoft Office.</li><li>La Microsoft, per far fronte al dilagare di OpenOffice.org e ODF, per riuscire a mantenere il suo regime di monopolio propone il suo formato in XML: OOXML. Dopo diversi anni di valutazione non viene dichiarato standard ISO al 100%. Intanto ODF, sotto la pressione di molti utenti e associazioni che si battono per la libera fruizione dei contenuti, sbarca nelle Pubbliche Amministrazioni di tutto il mondo (esclusa l&#8217;Italia).</li><li>Microsoft con il rilascio del SP2 per Office 2007 decide di supportare nativamente ODF.</li></ul></div><h3>I positivisti</h3><p
align="justify">Molte sono le persone entusiaste di questa notizia perché vedono in questa novità diversi lati positivi:</p><div><ul><li>l&#8217;intercompatibilità tra tra diverse piattaforme e applicativi;</li><li>l&#8217;utente sarà libero di visualizzare i documenti indipendentemente dal programma e dalla piattaforma;</li><li><div>si utilizzerà un formato standard ISO XML che garantisce la longevità dei documenti nel tempo (ogni avanzamento di versione della suite non obbliga gli utenti a convertire i files);</div></li><li>un documento prodotto con l&#8217;ultima versione della suite sarà visualizzabile e modificabile anche con le versioni precedenti della suite.</li></ul></div><h3>I Dubbiosi</h3><p
align="justify">Questa svolta inaspettata fa pensare, persone che lavorano nel settore pensano che visti i precedenti della Microsoft con i formati aperti bisgogna dubitare. In effetti qualche precedente c&#8217;è, ad esempio lo stravolgimento dell&#8217;HTML a partire dal &#8217;96/98 quando Internet Explorer è divenuto il browser più utilizzato (chiunque voglia approfondire può leggere questo articolo di <a
title="[Collegamento Esterno] Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abbraccia,_estendi_ed_estingui" target="_blank">Wikipedia</a>).</p><p
align="left">Alcuni sospettano, dopo le dichiarazioni di microsoft che ODF non sarà supportato con tutte le sue funzionalità, che si voglia far fare un confronto tra i due formati in modo che l&#8217;utente scelga OOXML.</p><p
align="justify"><em>Jason Matusow, director of corporate standards di Microsoft, e Doug Mahugh, senior product manager per OOXML, hanno fornito maggiori dettagli sull&#8217;implementazione di ODF in <a
href="http://www.betanews.com/article/Microsofts_Matusow_and_Mahugh_on_Offices_move_to_open_format_support/1211408119" target="_blank">questa intervista</a> apparsa su <em>BetaNews</em>. Mahugh ha spiegato che <strong>non tutte le funzionalità fornite da Office 2007 sono supportate da ODF</strong>: tra queste, ad esempio, gli oggetti SmartArt, la formattazione condizionale e alcuni tipi di grafico di Excel. Per aggirare questo ostacolo, che è poi il problema più rilevante nella conversione tra differenti formati di documento, Microsoft farà in modo che, al momento del salvataggio in ODF, l&#8217;utente venga avvisato di eventuali elementi che potrebbero essere persi o non correttamente convertiti.</em></p><p
align="justify">Secondo alcuni, questo supporto parziale convincerà gli utenti che ODF è un formato inferiore ad OOXML facendo scegliere per il secondo. Il supporto parziale potrebbe far visualizzare in modo differente i documenti costruiti con Office con le altre suite. Molti sono convinti che questa è una strategia della Microsoft per consolidare la sua posizione di monopolista e ostacolare la crescita della concorrenza.</p><h3>Conclusioni</h3><p
align="justify">Che la Microsoft sia in calo è un dato certo (un pò meno in Italia). La decisione di adottare ODF nativamente è il minimo da fare per non rimanere fuori dal mercato, visto che, sotto la pressione dei sostenitori delle libertà digitali, le Pubbliche Amministrazioni stanno puntanto sui formati aperti. E&#8217; successo in Inghilterra che le scuole del regno hanno rifiutato Microsoft perché non forniva formati standard e aperti, ci sarebbe stata un&#8217;intera generazione cresciuta con OpenOffice, eventualità disastrosa per Microsoft perché successivamente l&#8217;utilizzo di OpenOffice si sarebbe trasferito anche all&#8217;ambito lavorativo.</p><p
align="justify">Questa è una scelta per rimanere a galla e non perdere posizioni. Starà a noi e agli organi antitrust vigilare in modo che la Microsoft non si ripeta come è successo in passato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/microsoft-la-notizia-che-non-ti-aspetti/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Come Bypassare Le protezioni di Windows con due click</title><link>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/come-bypassare-le-protezioni-di-windows-con-due-click/</link> <comments>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/come-bypassare-le-protezioni-di-windows-con-due-click/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:27:41 +0000</pubDate> <dc:creator>arturu</dc:creator> <category><![CDATA[Microsoft]]></category> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[OS]]></category> <category><![CDATA[Vulnerabilità]]></category> <category><![CDATA[Windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.arturu.it/blog/?p=605</guid> <description><![CDATA[<p>Posted in <a
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href="http://www.arturu.it/blog/category/vulnerabilita/" title="Vulnerabilità">Vulnerabilità</a></p>Di Cofee si sa poco e nulla. E&#8217; certo che questo insieme di tools sia stato sviluppato da Anthony Fung un investigatore di Hong Kong, ed è altrettanto noto che si tratta di un tema caldo per gli esperti di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a
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class="alignleft size-full wp-image-170" title="hd-windows" src="http://www.arturu.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/hd-windows.png" alt="hd-windows" width="128" height="128" />Di Cofee si sa poco e nulla. E&#8217; certo che questo insieme di tools sia stato sviluppato da Anthony Fung un investigatore di Hong Kong, ed è altrettanto noto che si tratta di un tema caldo per gli esperti di sicurezza informatica. La stessa Microsoft ha convocato il suoi dirigenti per discutere di questo progetto. In concreto <strong>Cofee è uno strumento eseguibile da chiavetta USB in grado di superare le restrizioni di accesso di Windows e consentire in chiaro la lettura delle informazioni presenti in un computer</strong>, dai dati cifrati, alla cronologia, alle password. Proprio per queste caratteristiche il software sarebbe già <strong>in dotazione a 2000 funzionari di polizia in 15 paesi</strong> che lo utilizzano come potente strumento investigativo.</p><p><span
id="more-605"></span></p><p
align="justify">La Microsoft successivamente ha assunto il programmatore cinese inglobando il progetto. Attualmente lo promuove presso le strutture di difesa di diversi paesi nel mondo.</p><p
align="justify">Questo ha sollevato un una montagna di polemiche nella rete. In quanto confermerebbe una delle tesi che alcuni sostengono da svariati anni, ovvero, la presenza di una <a
title="Backdoor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Backdoor" target="_blank">backdoor</a> privata all&#8217;interno del codice di Windows. La conferma di un&#8217;eventuale backdoor privata della Microsoft all&#8217;interno del codice di Windows ha sollevato un sacco di polemiche e scenari (alcuni fanta-informatici) molto interessanti:</p><ul><li><div>Un programmatore senza scrupoli potrebbe costruire un tool simile a quello costruito dal programmatore cinese;</div></li><li><div>Una persona senza scrupoli, in possesso di questo tool, lo potrebbe usare per violare la privacy di un qualsiasi utente Windows;</div></li><li><div>Una persona senza scrupoli potrebbe usare il tool per lanciare attacchi informatici dal computer del primo che gli viene sotto tiro con conseguenti guai legali per il povero malcapitato (<a
title="Botnet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Botnet" target="_blank">BotNet</a>);</div></li><li>Qualsiasi persona in possesso del tool potrebbe controllare (spiare) un&#8217;altra&#8230;</li><li>ecc&#8230;</li></ul><p>Per approfondire l&#8217;argomento si possono leggere questi articoli che ho trovato in giro per la rete:</p><ul><li><a
title="Punto-Informatico" href="http://punto-informatico.it/2270988/PI/News/L-extractor-di-Microsoft-svela-i-contenuti-di-Windows/p.aspx" target="_blank">Punto-Informatico</a>;</li><li><a
title="Azpoint" href="http://www.azpoint.net/software/sicurezza/16003/Cofee-svela-i-segreti-di-Windows.asp" target="_blank">AzPoint</a>;</li><li><a
title="TecLife" href="ttp://www.hi-techlife.com/2008/04/30/cofee-il-software-che-ti-permette-di-bypassare-tutte-le-protezioni-di-windows/" target="_blank">Hi-TechLife</a>;</li></ul><p>Ciao, Arturu.it<br
/> Ps. Prossimamente cercherò altre informazioni e vi farò sapere&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.arturu.it/blog/2009/09/29/come-bypassare-le-protezioni-di-windows-con-due-click/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
